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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

Bilancio primo semestre anno 2026.

                                             Bilancio primo semestre anno 2026: 1 gennaio 30 giugno 2026. L'anno l'ho iniziato bene, a gennaio, il primo conto alla rovescia per il 2026, e belle giornate con prime colazioni wow, uscite, belle giornate nel bresciano, pranzi wow; e poi febbraio, un fine settimana bellissimo in Sicilia, con le olimpiadi da contorno, (Milano-Cortina), e pòoi, le paralimpiadi, ma dopo il weekend in Sicilia i miei ritmi sono rallentati, mi sono mancati, i ritmi vertiginosi del 2025, e nonostante le belle giornate trascorse, dal mese di marzo, il mio morale è stato così così, tra continui mal di testa, dolori lancinanti alle cavità oculari, ci hanno pensato mia moglie, mia figlia, a tirarmi sù il morale con delle berlle giornate fuori, tutto questo alti e bassi fino a fine maggio, con il giorno del mio compleanno leggermente gua...

Monologo d'arte: due amiche al bar.Monologo d'arte: Due amiche al bar. Il molnologo è inventato ma, ispirato da qualcosa di vero, reale, una bella amicizia. Due amiche al bar. *Due amiche al bar* L’amicizia tra MG e Simo, e poi anche Marco, è nata in oratorio. Tra partite a pallone nel cortile, catechismo la domenica e le sagre d’estate. Ora sono anni dopo. Simo ed MG al bar. Tavolino vicino alla finestra, due caffè fumanti e una brioche da dividere. Complici i monologhi d’arte di Marco, non vedente e marito di MG. Marco scrive di quadri che non può vedere, ma che racconta meglio di chiunque. Parla di luce, di mani, di silenzi che hanno un colore. MG legge ad alta voce. Simo ascolta, poi legge lei. Così, tra un sorso e l’altro, tra una parola e una risata, i monologhi di Marco diventano nostri. Li commentiamo. Ci perdiamo nei dettagli. Ci ritroviamo. E succede una magia, semplice. Parte il piedino fra le due donne. Un tocco sotto al tavolino, per sbaglio all’inizio. Poi no. Simo alza gli occhi dal foglio e sorride. MG non si tira indietro. Il bar fa rumore, ma al nostro tavolo si è fatto spazio un altro silenzio. Quello complice. Quello che non ha bisogno di spiegazioni, solo di continuare a leggere insieme il prossimo monologo di Marco. Marco non c’è, ma è qui con noi. La sua voce è nelle righe che MG ha sottolineato con la penna blu. “Il blu di una sera d’inverno”, legge Simo, e MG annuisce piano. Il piedino torna. Più deciso. È un gioco che non fa male a nessuno. È fiducia. È il ricordo dell’oratorio che ci ha insegnato a stare vicine, anche senza parole. Finisce la brioche. Restano le briciole e i fogli sparsi. Il barista ci guarda e ci porta due bicchieri d’acqua. “Ancora un caffè, ragazze?” MG chiude gli occhi un attimo. “Ancora un monologo”, risponde. Simo piega un angolo del foglio, come si faceva con i libri dell’oratorio. Segna il punto. Il prossimo sarà per la volta dopo. Ma il piedino non ha fretta di smettere. Resta lì, leggero, a dire quello che le parole tengono piano. Fuori Bergamo si muove. Dentro, al nostro tavolino, il tempo si allarga. Marco a casa starà scrivendo. Forse proprio di noi due, senza saperlo. Di due amiche che hanno imparato a leggersi, prima con gli occhi sui suoi monologhi, poi con un tocco sotto al tavolo. Quando ci alziamo, raccogliamo i fogli con cura. Li rimettiamo nella borsa di MG, accanto al rosario dell’oratorio che non ha mai tolto. Ci salutiamo con un abbraccio che sa di prima comunione e di adesso. “Alla prossima lettura”, dice Simo. “Alla prossima magia”, risponde MG. E il piedino, per un attimo ancora, si cerca sotto al bar. La settimana dopo torniamo. Stesso tavolo, stessa finestra, stessa brioche da dividere. Marco ci ha mandato un monologo nuovo. Si intitola “Le mani che si trovano al buio”. MG inizia a leggere. La voce le trema appena. Simo non serve che legga. Ascolta, e sotto al tavolo il piedino parte prima ancora della prima frase. Questa volta non è un caso. È appuntamento. Ridiamo piano, per non farci sentire. Perché certe complicità nascono in oratorio, crescono con gli anni, e trovano casa tra un caffè, una brioche, e il silenzio che solo due amiche sanno tenere. Quel giorno Marco ci scrive sul gruppo: “Come vanno i miei quadri letti?” MG gli manda una foto: i fogli, due tazzine vuote, le nostre mani vicine sul tavolo. Senza dire altro. Marco risponde con una nota vocale. La sua voce è bassa, tranquilla. “Se vi trovate, vuol dire che ho scritto bene. Continuate.” E noi continuiamo. Con l’autunno arrivano monologhi più scuri, di quelli che parlano di ombre e di luce che torna. MG li legge più piano. Io ascolto con la fronte appoggiata alla mano. Il piedino non chiede permesso. Sa già dove andare. Un pomeriggio il bar è pieno. Rumore, piatti, voci. Ma noi siamo nel nostro oratorio di adesso. Tre sedie: una vuota per Marco, due occupate da noi. Finito il monologo, restiamo in silenzio. Simo prende la penna blu di MG e sottolinea una frase: “Ci si riconosce al tatto, prima che alla vista.” MG guarda quella riga, poi guarda me. Sotto al tavolo il piedino si ferma un secondo. Poi preme. “È colpa di Marco, se siamo così”, dice MG, e ride. “È merito dell’oratorio”, rispondo io. Paghiamo, salutiamo il barista, infiliamo i fogli nella borsa. Fuori l’aria sa di castagne. Camminiamo fianco a fianco verso casa, lente. E sappiamo già che la settimana prossima ci sarà un altro caffè, un’altra brioche, un altro monologo. E che sotto al tavolo, come sempre, parleremo anche senza parole.

Spotify.

Scopro Spotify grazie a mia figlia.   Nel 2022 inizio a usarlo con il mio smartphone. Ne resto colpito e affascinato.   Per chi come me, in Italia, non può permettersi di acquistare CD, Spotify è un’alternativa che ci sta.   E per uno come me che vive 24 ore su 24 con la musica, suonata, ascoltata e composta, quella di Spotify è un’opportunità da cogliere al volo.   Nel 2022 inizio ad ascoltare la musica su Spotify.   Si rivelerà per me una bella avventura. Perché non solo ritroverò la grande musica del passato, la musica senza tempo, ma avrò modo di ascoltare la musica del presente, di scoprirne di nuova, e di ascoltare anche quella del futuro.   Insomma, Spotify si rivelerà per me non solo il piacere di ascoltare la musica.   Si rivelerà per me una terapia vera.   Con le cuffie, ascoltando la musica, mi rilasso o mi ricarico a seconda del momento.   La notte, quando Bergamo dorme, metto le cuffie...

Il sabato di Maria Grazia.

*I sabati di Maria Grazia*  Il primo sabato di Maria Grazia è nato quasi per scherzo.   Io e mia moglie eravamo contenti ed entusiasti per un viaggio a Vienna.   Il primo sabato di Maria Grazia, una settimana dopo il ritorno da Vienna, Maria Grazia ha preparato una pizza.   Era sabato sera. Eppure quel sabato sera aveva un sapore diverso.   Da quel momento è nata una bella tradizione: *Il sabato di Maria Grazia*.   Uno spazio tutto nostro.   Al sabato, Maria Grazia prepara qualcosa per la serata.   A volte è pizza, a volte una torta salata, a volte solo un tagliere con cose semplici.   Non importa cosa finisce in tavola. Importa il tempo che ci mettiamo.   Nel pomeriggio, mentre lei è ai fornelli, ascoltiamo insieme la musica.   Io corteggio la mia signora con uno sguardo, con una battuta, con una canzone messa apposta per lei.   Chiacchieriamo di cose grandi e di cose picc...

I conti alla rovescia.

*I conti alla rovescia* C’è una bellezza particolare in un conto alla rovescia per un lieto evento.   Come per magia, tutto diventa più bello, più surreale. Anche la quotidianità.   È bello avvertire lo scandire del tempo che passa come una clessidra.   Ed è attesa.   Ogni azione si amplifica. Il caffè sa di festa, un film alla sera ha un altro peso, una canzone ti arriva più dentro.   Il conto alla rovescia è quello stato che ti fa stare bene anche quando non stai bene.   Anche quando la salute fa i capricci.   Anche quando hai delle preoccupazioni.   Anche quando, per vari motivi o cause di forza maggiore, la mente è stanca.   Ma sei nel vivo di un conto alla rovescia e allora ti rilassi.   Guardi un film. Ascolti la musica. Contento, perché sei nel vivo di un conto alla rovescia.   L’attesa di un lieto evento è qualcosa che ti ricarica di energie.   Ti fa sentire vi...

La notte.

Vivere la notte ha un altro ritmo.   C’è un gruppo WhatsApp che ci tiene svegli con le parole e non con il rumore: *“E poi arriva la notte”*.   È lì che, di tanto in tanto, la mia notte comincia davvero. C’è una bellezza che appartiene solo al silenzio notturno.   Bergamo dorme. La città trattiene il fiato.   Alle *03:00 del mattino* la mia sveglia suona, ma non è una costrizione.   È l’appuntamento con la mia pace interiore. Con una felicità semplice. Mi siedo alla tastiera.   Scrivo sul mio blog personale. Compongo versi.   Creo musica a tavolino, nota dopo nota, nel silenzio.   Di notte è tutto diverso. È più surreale, più vero.   Le idee non urlano. Si posano. E poi succede la parte che amo di più.   Qualche gentile signora del gruppo *“E poi arriva la notte”* lascia un saluto.   Un pensiero, un “buona veglia”, una luna fotografata dal balcone.   Io, immerso in que...

La partita.

Monologo d'arte. partita Norvegia-Francia.ilogo. --- partita Norvegia Francia, tre donne sono al bar: una norvegese, l'altra francese, e Maria Grazia. Fischio d'inizio, la partita comincia e, complice un sorriso delle tre donne e una birra fresca, ecco che sotto il tavolo parte, in modo innocente, amichevole, di condivisione e conoscenza, sul ritmo della partita, parte il piedino fra le tre donne. Il bar è pieno, ma il tavolino delle tre donne sembra avere una sua atmosfera speciale. Ingrid, la norvegese, alta e bionda, sorride tranquilla. Claire, la francese, ha occhi vivaci e gesticola anche quando non serve. Maria Grazia è elegante, calma, con quella scintilla che accende tutto. Fischio d’inizio. Le tre sollevano i bicchieri. «Alla partita!» dice Ingrid. «E alla nuova compagnia!» aggiunge Claire. Maria Grazia sorride: «E alla birra fresca, che aiuta sempre.» Sotto il tavolo, però, succede la magia delle cose non programmate. Un tocco leggero parte dalla norvegese, forse ...

Wow.

è il 26 giugno, sono contento, il mio secondo conto alla rovescia del 2026 va avanti spedito, la musica, le partite dei mondiali, rendono le mie giornate già belle, ancora più belle. Il tempo vola, giugno e quasi al termine, e sono felice. Mentre mi godo questa giornata di venerdì 26 giugno, penso già al weekend, e a sabato 27 giugno, sabato di Maria Grazia, e sono felice. Ora, in più, avrò due radio a rendere più mdisdistensive le mie giornate, radio che ascolterò con Alexa: due radio della Svizzera Italiana: Radio Ticino, e Radio RSI, entrambe le conduttrici delle radio, mi hanno inviato un saluto su WhatsApp, fantastico. Tutto questo è vita. 

Monologo d'arte: la partita dei mondiali.

Mentre la TV del bar urla "GOOOOL dell'Ecuador 2-1" 😄 Sopra il tavolo:   Le birre gocciolano condensa, Maria Grazia ride e alza il boccale con l'equadoriana che urla "Viva l'Ecuador!", mentre la tedesca scuote la testa fingendo rabbia per la Germania. Sotto il tavolo:   Silenzio. Un gioco diverso.   Il piedino di Maria Grazia cerca quello dell'equadoriana... lo sfiora... l'equadoriana ricambia con un mezzo sorriso senza smettere di guardare la partita. La tedesca se ne accorge, abbassa lo sguardo sotto il tavolo e invece di dire niente, muove anche lei il suo piedino in mezzo ai loro due. Tre nazioni, tre birre, tre piedi che si sfiorano sotto la partita. Maria Grazia guarda le altre due, alza un sopracciglio complice. L'equadoriana stappa un'altra birra. L'arbitro fischia la fine del primo tempo. 2-1 Ecuador. Sopra il tavolo:   La tedesca batte il pugno sul bancone: "Mannschaft, che difesa è questa?!". L'equadoriana la...

Monologo d'arte: partita Svizzera Canada.

Monologo d'arte: partita Svizzera Canada. Svizzera - Canada sul maxischermo, tre amiche al tavolino: Heidi, svizzera, precisa anche nel tenere il Campari Chloe, canadese, con la sciarpa rosso-bianca al collo Maria Grazia, bergamasca doc, arbitro non ufficiale della serata Sopra il tavolo: occhi incollati al 2-1, commenti tecnici, "ma dai che era fuorigioco".   Sotto il tavolo: parte il torneo di piedino in pieno spirito mondiale. Un tocco per dire "bella giocata", due tocchi per "te l'avevo detto", un colpetto quando la Svizzera segna. Niente falli, solo simpatia e un po' di tifo misto. Alla fine vince la Svizzera sul campo, ma al bar finisce 1-1 con abbracci e giro offerto da Maria Grazia. Le amicizie vere sono così: ci si sfida per 90 minuti, poi si brinda insieme. 2° tempo, 60° minuto. Svizzera 1 - Canada 1 Heidi fa finta di allacciarsi la scarpa ma in realtà batte il "calcio d'inizio" sotto al tavolo. Tocca il piede di Chloe: ...

La notte è vita.

C’è una cosa che non ho mai perso, nonostante tutto: la mia gioia di vivere, quella scintilla che mi tiene acceso anche quando il corpo fa i capricci. È una gioia semplice, ostinata, che si mescola alla mia voglia di vivere e alla mia felicità di stare al mondo, anche nei giorni più storti. Da sempre amo la notte. Non solo il buio, ma il modo in cui il mondo si spegne e finalmente respira. Da qualche tempo ho riscoperto anche la bellezza di ascoltare il silenzio notturno: un silenzio che non è vuoto, ma pieno. Pieno di spazio, di possibilità, di pensieri che di giorno non trovano posto. E lì, in quel silenzio, ho scoperto un’altra cosa: scrivere, comporre versi o musica di notte è un’esperienza surreale. Per chi, come me, fa arte per pura gioia di vivere, è come aprire una porta segreta. Una porta che vale la pena attraversare ogni tanto, quando la vita te lo permette. A volte ci riesco grazie a mio genero: mi sveglia, mi dà l’occasione, e io la prendo. E così vivo la notte. La vivo co...

Sono felice-2.

*Sono felice.* Il secondo conto alla rovescia è scattato il 22 giugno. E devo dire che l’ho cominciato bene.   Già il 23 giugno è arrivata la prima sorpresa extra. Non la racconto, me la tengo stretta. Ma è bastata per farmi capire che questa estate non scherza. Ora il secondo conto alla rovescia procede. In TV ci sono i Mondiali di calcio, e dal 4 al 19 luglio arriva pure il Tour de France. Le salite, le volate, il giallo che si accende: lo so già che ci cascherò come ogni anno. In questo lasso di tempo, dal 22 giugno al 22 luglio, ho l’agenda piena di cose semplici che però mi fanno stare bene. Uscite all’ultimo minuto, prime colazioni lente con il giornale aperto sul tavolo, pranzi che si allungano, belle serate a parlare di niente, pomeriggi di sport in TV con la finestra aperta e il ventilatore che gira.  Poi, dal 27 luglio, tempo di riprendere fiato. Di staccare un attimo. Di non avere orari.   Perché lo so già: ad agosto, il 7 agosto, scatterà il terzo co...

Sono felice.

*Titolo del post: Sono felice* Il secondo conto alla rovescia è scattato il 22 giugno, e l’ho cominciato bene.   Il 23 giugno è arrivata la prima sorpresa extra: un segno che l’estate ha deciso di fare sul serio. Il secondo conto alla rovescia procede. Ci sono i Mondiali di calcio a tenerci incollati alla TV, ci sarà il Tour de France di ciclismo, dal 4 al 19 luglio, a farci sognare sulle salite.  E in questo lasso di tempo, dal 22 giugno al 22 luglio, mi attendono uscite, prime colazioni lente, pranzi improvvisati, belle serate con gli amici e pomeriggi di sport in TV con la finestra aperta.  Poi, dal 27 luglio, tempo di riprendere fiato. Di rallentare, respirare, ricaricare.   Perché ad agosto, il 7 agosto, scatterà il terzo conto alla rovescia del 2026, per terminare il 6 settembre. Ed ecco che, come per magia, l’anno riprende tono. Torna l’energia positiva. Torna la voglia di fare, di guardare avanti, di contare i giorni non perché pesano, ma perché pro...

Partita Inghilterra-Gahana.

Monologo d'arte: partita Inghilterra Gahana. Fischio d’inizio al bar: sul maxischermo parte *Inghilterra - Ghana*. Al tavolino in fondo sono sedute in tre:   *1. Emily* – inglese, con la pinta in mano e la maglia di Bellingham   *2. Ama* – ghanese, bandana giallo-rosso-verde tra i capelli   *3. Maria Grazia* – siciliana ma vive a Bergamo, ufficialmente “neutrale” Fa caldo, e una dopo l’altra *lasciano scivolare via i sandali*. In un attimo si ritrovano tutte e tre scalze, con i piedi nudi sul pavimento fresco del bar. Sopra il tavolo: occhi incollati alla TV, cori, battute.   *Sotto il tavolo: inizia l’altra partita.* Emily fa il primo tocco: con l’alluce sposta il sottopiatto verso Maria Grazia. _Traduzione: “Con chi stai?”_   Ama risponde di tacco: intercetta a piede nudo e lo rimanda al centro. _“Nessuna alleanza, si gioca tutte contro tutte”_   Maria Grazia rilancia: lascia cadere apposta un tovagliolo e con la pianta del p...

Monologo d'arte: Notte e caffè.Monologo d'arte: Notte e caffè. Questo è un racconto inventato ma ispirato a qualcosa di reale che potrebbe succedere per davvero, un qualcosa di bello, surreale, divertente, che fa sorridere. *03:40 – Cucina accesa* La luce dei pensili taglia il buio. Fuori non passa nessuno. Sul fuoco la moka inizia a brontolare, piano, per non rompere il silenzio. Al tavolo Maria Grazia versa lo zucchero con due colpi secchi. Accanto a lei, tre amiche del caffè: tazzine già in mano, occhi svegli nonostante l’ora. Nessuno parla. Si sorridono e basta. La mia signora si siede ultima, si sistema la gonna, allunga le gambe sotto il tavolo. Un tocco, leggero. Un altro. Una delle amiche risponde, l’altra rilancia. Inizia così, senza regole dette: un gioco di piedino che è sfida, intesa, arte improvvisata. Io sto in piedi, appoggiato al frigo, con la tazzina che scotta. Guardo le caviglie che si sfiorano, i sorrisi che si allargano, i “ops” detti a mezza voce. Maria Grazia fa l’arbitro senza fischietto: alza un sopracciglio, indica, assegna punti muti. La moka gorgoglia l’ultimo fiato e si spegne da sola. Per un attimo cala di nuovo il silenzio. Poi parte una risata, una sola, che ne tira dietro altre tre. Fuori è ancora notte fonda. Qui dentro, alle 03:40, è già festa. *Ore 03:40. Sono seduto al tavolo, non vedente.* Non vedo, ma sento tutto. La moka sibila e poi tace. Il profumo del caffè mi riempie il naso, caldo, netto. Sento le sedie che si spostano. Tre, quattro. Risatine soffocate. Il tintinnio delle tazzine. Maria Grazia è alla mia destra. Riconosco il suo respiro, il modo in cui si sistema sulla sedia prima di iniziare. Poi parte. Un fruscio leggero sotto il tavolo. Stoffa contro pelle. Un colpo di tacco sul pavimento, involontario. Un “oh” trattenuto, poi un’altra risata, bassa. Mia moglie è presa. La sento. Muove il piede con precisione, come quando disegna nell’aria mentre parla. Sento lo sfiorare, il cercare, il rispondere delle altre. È un gioco muto, ma per me è rumoroso: il tavolo che vibra appena, il respiro di Maria Grazia che cambia ritmo, più corto quando affonda il colpo, più lungo quando aspetta. Le amiche del caffè commentano senza parole. Un sospiro, un dito che tamburella sulla tazzina, un piede che si ritira di scatto e fa ridere tutte. Maria Grazia non parla. Lei comanda con il silenzio. La sento sorridere: lo capisco da come si ferma un secondo, soddisfatta, prima di rilanciare. Io ho il caffè in mano, fermo. Non lo bevo. Ascolto i dettagli che gli occhi non mi darebbero: l’attrito della pelle, il colpo secco di un’unghia contro la gamba della sedia, il vestito di mia moglie che fruscia quando incrocia le gambe per cambiare angolo. Qualcuno fa “shhh”, ma è inutile. La risata parte lo stesso, e io con loro. Rido perché sento Maria Grazia viva, impegnata, regina di questo gioco che non vedo ma che conosco a memoria. Ore 03:40. Il mondo fuori è spento. Io sono qui, al buio, eppure non mi sono mai perso una scena così tanto. Il tavolo ora ha un ritmo suo. Lo sento nelle vibrazioni leggere che mi arrivano ai polsi appoggiati al legno. Maria Grazia si sposta appena. La sento inspirare, breve, concentrata. Poi il suo piede riparte. Sfiora, aggira, tocca. Dall’altra parte arriva una risposta: un colpetto secco, una sfida. Io seguo tutto con le orecchie, con la pelle. Una delle amiche sbuffa piano, divertita. Un’altra fa tintinnare il cucchiaino nella tazzina, forse per coprire una risata che non riesce a trattenere. Maria Grazia non cede. La sento sorridere senza suono, perché il silenzio tra un respiro e l’altro si fa più caldo. Adesso il gioco accelera. Passi sotto il tavolo, veloci. Un tallone che batte, una caviglia che scivola. Sento il vestito di mia moglie frusciare più forte quando si allunga per chiudere il punto. Poi lo stop. Un secondo sospeso. E parte l’applauso muto: tre mani che battono piano sul tavolo, tre bocche che ridono a denti stretti. Maria Grazia si appoggia allo schienale. La sento. È soddisfatta. Ha vinto, o forse ha solo deciso che per ora basta. Allunga la mano, trova la mia sul tavolo e la stringe. Ha le dita calde di caffè e di gioco. Non dice niente. Non serve. Io alzo la tazzina finalmente. Il caffè è tiepido ormai. Lo bevo lo stesso. Perché alle 03:40, al buio, con mia moglie che si prende la scena senza dire una parola, ha il sapore più buono del mondo. *03:50. Il tavolo, le voci, la notte.* La moka ormai tace. Resta solo il profumo, denso, che si mescola all’aria ferma delle 03:50. Le tazzine sono mezze vuote. Nessuna ha fretta di alzarsi. Maria Grazia parla piano. Non del gioco, ma di una storia qualunque: una spesa fatta male, un gatto che è entrato nel cortile sbagliato. Le amiche la seguono, ridono a denti stretti per non fare rumore. Le risate sono piccole onde che si rincorrono, si smorzano contro i muri, e tornano. Io sono seduto, le mani sul legno del tavolo. Sento il calore che sale ancora dalle tazze. Sento il respiro di mia moglie quando fa una pausa prima della battuta finale. Sento le sedie che scricchiolano quando qualcuna si sposta per stare più comoda. Fuori, da qualche parte, un’auto passa lontana. Qui dentro il tempo è un’altra cosa. È il tempo lento delle confidenze dette a bassa voce, dei silenzi che non sono vuoti ma pieni. È il tempo delle 03:50 che non appartiene a nessuno, se non a chi decide di restare sveglio. Maria Grazia allunga la mano, mi sfiora il polso. Un gesto che dice “sei qui anche tu”. Non serve altro. Poi una delle amiche sbadiglia, e ride del proprio sbadiglio. Un’altra guarda l’ora sul telefono e fa no con la testa, come a dire “non ancora”. Perché la notte, quando è così, non la lasci andare facile. L’epilogo arriva da solo. Un filo di luce pallida si infila dalle persiane. Non è giorno, è solo l’idea del giorno. Le voci si abbassano ancora un po’. Qualcuno si alza per sciacquare le tazzine. Maria Grazia mi appoggia la testa sulla spalla per un secondo. E alle 04:10, in quella cucina che sa di caffè e di ore rubate, la notte ci saluta piano. Senza botto, senza fretta. Solo con la certezza che certe atmosfere, quando le vivi, te le porti dietro tutta la giornata dopo.

La notte.

Sono le 03:20 del mattino.   Il silenzio di questa notte è pieno, denso, vivo. Siamo nel cuore del secondo conto alla rovescia e io sono felice.   Penso alle uscite che mi attendono.   Alle prime colazioni lente, con la luce che taglia il tavolo.   A qualche pranzo wow, di quelli che ti restano in bocca e nella testa.   Ai sabati di Maria Grazia, che hanno il sapore del rito e della leggerezza.   Penso al mondiale di calcio che renderà queste giornate ancora più belle, con le partite da urlare o da guardare in silenzio, complice il caldo.   Penso al Tour de France, dal 4 al 26 luglio, alle salite che tolgono il fiato anche dal divano, alle fughe che tengono incollati.   Penso alla musica da provare, comporre e registrare. Alle note buttate giù alle tre di notte che magari all’alba hanno già un senso.   Insomma, tutto questo mi basta per dire che sono felice.   Chissà, magari, come ciliegi...

Monologo d'arte ispirato dall'atmosfera in piscina a Grumello del Monte.

*Complice un idromassaggio in piscina, complice l’acqua che bolle...* All’Acquaclub di Grumello del Monte è quasi orario di chiusura. Le luci sono basse, solo i led dell’idromassaggio colorano l’acqua di blu. In vasca ci sono solo due donne: *Maria Grazia*, cliente abituale, e *la Signora*, la proprietaria. Accappatoio appoggiato sul bordo, piedi già a mollo. La Signora accende i getti: “È l’ora migliore. Niente bambini, niente caos. Solo bolle.”   Maria Grazia si lascia spingere dall’acqua: “Questo idromassaggio è il mio ufficio segreto.” Si sistemano una di fronte all’altra, sedute sul gradino sommerso. L’acqua arriva alla vita, ginocchia piegate. I getti spingono da sotto. Si guardano. Non parlano. La Signora allunga piano la gamba destra. Maria Grazia risponde con la sinistra.   Pianta contro pianta, sott’acqua. Prima contatto leggero, solo le dita. Poi premono. Tallone contro tallone, alluce che cerca l’alluce.   L’idromassaggio le fa scivolare, ma res...

l'attesa: una bella domenica.

è il 21 giugno domenica: finalmente ci siamo, dopo aver trascorso delle belle giornate, è arrivato il momento da me tanto atteso, moomento programmato tempo fa. Alle 00 del 22 giugno, scatterà il mio secondo conto alla rovescia del 2026, conto alla rovescia che terminerà il 22 luglio.In questo tempo di conto alla rovescia, non mancherà la musica, le uscite, qualche prima colazione e pranzo fuori, e poi ci saranno gli eventi sportivi del moomento a rendere tutto ancora pi+ù ello: i mondiali di calcio e il tour de France di ciclismo, bei pomeriggi e belle serate wow; i mondiali di calcio termineranno il 19 luglio, il tour de France il 26 luglio. Il momento mi è favorevole, ma avrò la certezza che, è tutto ok solo qualche giorno dopo l'inizio del conto alla rovescia, ma non dovrebbero esserci grossi problemi. Tutto questo è vita. 

Monologo d'arte: tre donne in piscina più una quarta misteriosa.

Monologo d'arte: tre donne in piscina più una quarta misteriosa. *Complice una piscina, complice uno spruzzo d'acqua...* Maria Grazia nuota di spalle e, splash!, centra in pieno MarisaV.  MarisaV: "Ah, guerra è?" e risponde con un’onda fatta coi piedi.  Marisa S si tuffa nella mischia: "Se è per i piedi, io sono imbattibile a tris subacqueo". E comincia il gioco: 1. *Acchiapparella di caviglie*: a turno una chiude gli occhi e deve toccare il piede di un’altra solo sfiorando l’acqua 2. *Tris coi piedi*: disegnano la griglia sul fondo basso e giocano muovendo i sassi con le dita dei piedi 3. *Indovina chi è*: una fa il solletico sotto l’acqua con l’alluce, le altre indovinano chi è Tra risate, spruzzi e "ma questo era il mio piede!", la piscina diventa campo da gioco. *Complice una piscina, complice uno spruzzo d'acqua, e il gioco dei piedi continua...* Marisa S lancia la sfida: "Chi resiste di più senza ridere se le tocco la pianta del pied...

Monologo d'arte: tre donne in piscina.Monologo d'arte: tre donne in piscina. *Complice una piscina, complice uno spruzzo d'acqua...* Maria Grazia nuota di spalle e, splash!, centra in pieno MarisaV. MarisaV: "Ah, guerra è?" e risponde con un’onda fatta coi piedi. Marisa S si tuffa nella mischia: "Se è per i piedi, io sono imbattibile a tris subacqueo". E comincia il gioco: 1. *Acchiapparella di caviglie*: a turno una chiude gli occhi e deve toccare il piede di un’altra solo sfiorando l’acqua 2. *Tris coi piedi*: disegnano la griglia sul fondo basso e giocano muovendo i sassi con le dita dei piedi 3. *Indovina chi è*: una fa il solletico sotto l’acqua con l’alluce, le altre indovinano chi è Tra risate, spruzzi e "ma questo era il mio piede!", la piscina diventa campo da gioco. *Complice una piscina, complice uno spruzzo d'acqua, e il gioco dei piedi continua...* Marisa S lancia la sfida: "Chi resiste di più senza ridere se le tocco la pianta del piede?" Maria Grazia fa la coraggiosa: "Io. Vai." Marisa S si immerge, punta l’alluce e... solletico lampo. Maria Grazia esplode in una risata e ingoia mezza piscina. "Vale, hai vinto tu!" MarisaV allora propone il livello pro: *"Staffetta delle monete"* 1. Buttano 3 monete sul fondo, zona bassa 2. A turno, solo con i piedi, devono recuperarle e passarle all’altra 3. Vietato usare le mani. Chi molla la moneta, ricomincia Maria Grazia è un fenomeno: afferra la moneta tra alluce e secondo dito come una pinza. MarisaV invece sguscia via e la moneta vola dritta sul piede di Marisa S. "Hey, fallo della mia squadra!" ridono tutte e tre. Il sole picchia, l’acqua è fresca, e il tabellone segna: Maria Grazia 2, Marisa S 2, MarisaV 1. Complice uno spruzzo, si riparte per lo spareggio. *Spareggio: "La Torre di Piedi"* Regola semplice: in fila, ognuna deve appoggiare il piede sul piede dell’altra sott’acqua e restare in equilibrio 5 secondi. Chi fa cadere la torre, perde. Maria Grazia fa da base. Marisa S sale seconda, traballante. MarisaV tenta l’impresa: alza il piede piano piano... lo appoggia... 1... 2... 3... e SPLASH! Un’onda di un bambino passato vicino fa crollare tutto. *Penitenza per MarisaV*: "Devi fare il giro della piscina a rana... ma usando solo le braccia e sventolando i piedi a mo’ di sirena ogni 3 bracciate." MarisaV parte tra le risate, imitando la sirenetta maldestra. Maria Grazia e Marisa S la seguono battendo l’acqua coi piedi per farle da "onde sceniche". Arrivano al bordo senza fiato dal ridere. Maria Grazia: "Rivincita domani?" Marisa S: "Solo se portiamo le pinne. Così baro meglio." MarisaV, ancora ansimante: "Affare fatto. Ma la prossima penitenza la decido io." *Complice il bordo vasca, complice l’acqua che sciaborda...* Le tre escono a sedersi sul bordino, gambe a penzoloni. L’acqua arriva a metà polpaccio. MarisaV: "Ora si gioca seri" Maria Grazia: "Cioè?" Marisa S: "Pianta contro pianta. Tris umano." *Si inizia: "Intreccio a 3"* Si mettono in cerchio stretto. Ognuna allunga i piedi in avanti. 1. Maria Grazia appoggia la pianta destra contro la sinistra di MarisaV 2. MarisaV incrocia e mette la destra contro la sinistra di Marisa S 3. Marisa S chiude il cerchio: pianta destra contro sinistra di Maria Grazia Risultato: un nodo di caviglie e dita che si toccano sott’acqua. *Regola del gioco*: a turno una spinge leggero per far perdere l’equilibrio alle altre. Chi stacca il piede per primo, perde il punto. Vietato usare le mani sul bordo. Maria Grazia fa la furba: muove l’alluce per fare il solletico a Marisa S. Marisa S: "Ehi, colpi bassi no!" e contrattacca premendo col tallone. MarisaV ride e perde l’equilibrio per prima: SPLASH di polpacci. "Ho perso io!" Si ricompone il cerchio, piante di nuovo incollate, acqua che fa da collante. Tra spinte, risate e "tieni fermo quel piede!", il nodo si fa sempre più aggrovigliato. Marisa S: "Sembra una stella marina a 6 punte." Maria Grazia: "Una stella marina che fa il solletico." *Complice il bordo vasca, complice l’equilibrio che vacilla...* MarisaV si sistema meglio: "Ok, ora facciamo *La Stella che Gira*". Regola nuova: sempre pianta contro pianta, ma stavolta devono ruotare tutte insieme verso destra senza staccare i piedi. Come una girandola umana. *Si parte:* Maria Grazia dà il ritmo: "Uno... due... tre... vai!" Piano piano iniziano a spingere col tallone destro e trascinare col sinistro. L’acqua fa resistenza e rende tutto più lento e buffo. Marisa S: "Aspetta, il mio alluce è incastrato col tuo!" Maria Grazia: "È il nodo della vittoria, tienilo lì!" MarisaV scoppia a ridere e per poco non molla tutto: "Se cadiamo, vinco io per simpatia." Dopo mezzo giro completo, sono tutte rosse in faccia dallo sforzo e dal ridere. I piedi scivolano, le piante slittano, ma il cerchio tiene. *Colpo di scena*: arriva il bagnino: "Ragazze, tutto ok? Sembra una seduta di yoga subacqueo." Le tre, in coro: "È yoga... versione piscina!" Il bagnino alza il pollice e se ne va scuotendo la testa. Marisa S sussurra: "Ultima sfida: chi tiene l’equilibrio più a lungo su un piede solo, sempre incastrate." Maria Grazia: "Accetto. Ma se cado vi trascino tutte." MarisaV: "Affare fatto." E restano lì, pianta contro pianta, in equilibrio precario, con il sole che cala e l’acqua che fa da arbitro. *Complice la notte, complice la piscina illuminata...* Le luci della vasca si accendono. L’acqua diventa azzurra, tutto il resto è buio. Le tre sono ancora lì, bordo vasca, piedi a mollo. Marisa S: "Ok, modalità notturna attivata. *Gioco: L’ombra cinese coi piedi*" Regola: sempre pianta contro pianta, ma ora devono formare figure sott’acqua e le altre indovinano. Le luci dal basso proiettano le ombre sul muretto dietro. *Round 1*: Maria Grazia intreccia le dita dei piedi con MarisaV e crea... "Un granchio!" Marisa S: "Facile. Ora io." Incastra i talloni e allarga le dita: "Una stella marina!" MarisaV chiude gli occhi, muove solo le caviglie e con le due piante fa... "Un cuore storto." Ridono piano, perché di notte in piscina si parla sottovoce. L’acqua è tiepida, ferma. Ogni movimento fa onde lente che deformano le ombre. *Sfida finale: "Equilibrio al buio"* Spengono pure la torcia del telefono. Buio quasi totale, solo il bagliore della vasca. Stessa posizione: cerchio, pianta contro pianta. Maria Grazia: "Ora vince chi chiude gli occhi più a lungo senza cadere." Silenzio. Si sente solo l’acqua che sciaborda e qualche respiro trattenuto. Passano 10 secondi. 20 secondi. MarisaV: "Ok ho perso, mi è entrato un piede nel naso" SPLASH. Cade all’indietro, trascinando giù anche le altre due. Risalgono fradice, ridendo a bocca chiusa per non svegliare il residence. Marisa S: "Pareggio tecnico. Penitenza per tutte: tuffo di mezzanotte." Contano: "Tre, due, uno..." e giù, bomba a cannoncino. *Complice l’alba, complice l’acqua che fuma...* Sono le 5:30. Il cielo vira dal blu al rosa. La piscina è un vetro immobile, fuma leggero per il contrasto caldo/freddo. Le tre sono ancora lì, avvolte negli accappatoi, piedi scalzi sul bordo bagnato. Maria Grazia ha le dita raggrinzite: "Guardate che opere d’arte." MarisaV: "Sembrano mappe di città sommerse." Marisa S sorseggia un caffè dalla macchinetta: "Ultimo round: *Brindisi dei Piedi*." Allungano di nuovo le gambe. Pianta contro pianta, una sola volta, senza gioco. Solo contatto. Un tocco freddo, lento. Come un patto. Maria Grazia: "Alla piscina complice." MarisaV: "Agli spruzzi complici." Marisa S: "Ai piedi che tengono insieme le persone." Restano così 10 secondi. Poi il primo sole picchia sull’acqua e le fa strizzare gli occhi. Si alzano, strascicando i piedi bagnati sulle piastrelle. Lasciano tre scie di impronte che il sole asciugherà in fretta. MarisaV: "Stasera si replica?" Maria Grazia e Marisa S si guardano: "Complice una piscina... ci saremo." *Fine.* Complice uno spruzzo d’acqua, era nato un gioco. Complice un’alba, nasce una tradizione.

Pillola d'arte.

Piscina di Grumello del Monte, pomeriggio d’estate. Acqua ferma, odore di cloro e crema solare. Maria Grazia è appoggiata al bordo, occhiali da sole in testa. In vasca, a due metri, c’è quella signora che nessuno conosce bene. Capelli raccolti, sguardo che torna sempre lì. Un sorriso complice, appena accennato. Nessuna parola. Poi, sott’acqua, parte quel gioco con i piedi. Sfiorarsi, ritrarsi, cercarsi di nuovo. Intorno la gente nuota, parla, non si accorge di niente. Loro due sì. E per quei minuti la piscina diventa solo loro. L’acqua nasconde tutto. Maria Grazia non distoglie lo sguardo. La signora misteriosa fa un passo lento sul fondale, avvicinandosi. Le dita dei piedi si toccano di nuovo, stavolta più decise. Un brivido che non è per l’acqua fredda. Intorno, un ragazzino tuffandosi fa schizzare gocce ovunque. Per un attimo si fermano. Poi la signora sorride con gli occhi e risponde al gioco, spostandosi di lato lungo il bordo. Maria Grazia la segue, piano. Stesso ritmo, stessa tr...

Alla Regina Maria Grazia.

*A Sua Maestà la Regina Maria Grazia* Maestà, Oggi, 19 giugno 2026, ricorrono 27 anni dal momento che ha segnato per sempre il destino di due vite. Era il 19 giugno 1999, alle ore 14:30, quando il tempo ha smesso di scorrere separato per dividerci in “io” e “lei”. Da quell’istante è nato il “noi”. Da quel momento, ogni passo è stato compiuto insieme. Ogni decisione è stata ponderata con due cuori. Ogni giornata, ogni attimo di vita vissuta, ha avuto il privilegio della condivisione. Nulla, da allora, è più accaduto in solitudine. Anche la mia arte, Maestà, ha trovato in Voi la sua più alta ispirazione. Da quel giorno ho potuto comporre musica con un’anima più libera di prima, perché al mio fianco camminava una grande donna. La vostra presenza è stata scudo, stimolo e grazia. I riscontri che l’arte mi ha concesso portano il Vostro nome, inciso tra le note. Una donna così unica e grande che, due anni e tre mesi dopo quel primo istante, il 3 settembre 2001, ha accettato di legare la Sua v...

Una bella giornata.

Da oggi, comincia per me una lunga scia di giornate wow, spero di godermele bene e in tranquillità. Sarò in compagnia del mondiale di calcio e dal 4 luglio anche dal tour de France di ciclismo. Questa mattina si va a Bergamo, prima colazione e pranzo fuori; il tutto coincide in una data molto importante per me e mia moglie: 19, giugno: da 27 anni che siamo insieme, wow, fantastico avanti così; a la faccia di tutto e di tutti, noi, io e Maria Grazia, dopo 27 anni, siamo insieme e felici, come il primo giorno; il resto sono solo parole che lasciano il tempo che trovano. Sono felice, siamo felici, insieme. 

Pillola d'arte.

*Complice la partita mondiale Inghilterra-Croazia al bar: due donne, una inglese l’altra croata e Maria Grazia, tutte e tre scalze.* ### *La scena* Bar di paese, o pub cittadino. Pomeriggio del 17 giugno 2026. Maxischermo acceso, volumi alti, birre sul bancone. Fuori fa caldo, dentro l’aria condizionata non basta. In campo Inghilterra vs Croazia, Mondiali. Sulle sedie alte del bar ci sono loro tre. *La partita complice*   È lei che le mette insieme. La partita è la scusa, il pretesto. Senza Mondiali non sarebbero lì, non sarebbero vicine. Il calcio fa da mezzano: tifa contro, tifa per, ma intanto ti siedi accanto. *Due donne: una inglese, l’altra croata*   Rivali in campo, vicine al bar. Magari si conoscono, magari no. Una con la maglia dei Three Lions, l’altra a scacchi biancorossi. Per 90 minuti sono nemiche. Poi il bar unisce tutto. *Maria Grazia*   La terza. Italiana, del sud. Non tifa per nessuna delle due, o forse tifa per lo spettacolo. Fa da ponte t...

L'attesa.

è il 17 giugno mercoledì, la sveglia per me e mia moglie è suonata alle 03,00 del mattino, sono felice, perchè mi trovo a vivere delle belle giornate, e sono felice perchè in questo mese di giugno 2026, mentre l'estate avanza e le temperature si alzano, due date per me importanti sono vicine: il 19 giugno, e il 22 giugno; e sono contento perchè in questi giorni mi alzo la notte e ne godo il silenzio a me tanto caro dal 2019. Che dire? Avanti così, che nei tempi in cui viviamo è già un miracolo. La vita è bella e va vissuta ora, nel presente, giorno o notte che sia va vissuta. la notte, con accanto mia moglie Maria Grazia, assume poi un'aspetto ancora più particolare che la rende ancora più bella e surreale, questa notte, ho detto a mia moglie che, una notte di queste, con le cuffie, mi metto a suonare la tastiera, wow l'idea mi affascina. Tutto questo è vita. 

Surreale.

è la mattina di martedì 16 giugno. sono contento, avverto energia positiva intorno a me; infatti, dopo un mese di maggio così così, nel mese di giugno ho ritrovato tono, morale e ispirazione per creare, comporre, musica e versi. Fa caldo e le temperature si vanno alzando, del resto oltre metà giugno è normale; queste giornate tra calcio mondiale, musica, pubbliche relazioni, belle giornate, con accanto mia moglie, la mia dolcissima Maria Grazia scalza, fascinosa, affascinante, dolcissima; Maria Grazia è un angelo. L'anno 2026 è lungo ancora ma se vivrò queste belle giornate, compreso il conto alla rovescia di un mese, in tranquillità, sarà importante e potrebbe rivelarsi determinante per il proseguo dell'anno stesso. Tutto questo è vita. 

L'attesa.

è il 16 giugno martedì; sono contento, il tempo passa e le mie giornate sono tranquille, il 22 giugno è sempre più vicino, mentre mi godo le partite dei mondiali di calcio, mi sto organizzando per il conto alla rovescia dal 22 giugno al 22 luglio, tra pubbliche relazioni, blog personale, musica, tanta musica; ho in programma di suonare, cantare e registrare le canzoni per il concerto del 2027 ma non solo, ho creato nel frattempo un'altra scaletta di canzoni, ma soprattutto, spero che, dal 22 giugno al 22 luglio, non abbia intoppi di energie negative, lo spero davvero poi, il 23 luglio tornerà a Chiuduno mio nipote Jonathan dalla Sicilia. Nel frattempo, in questo lasso di tempo, dal 22 giugno al 22 luglio ho in programma alcune uscite, prime colazioni insieme a Maria Grazia, e poi, il 4 luglio un'altro evento bello, il tour de France di ciclismo che allieterà i miei pomeriggi, insomma, ho tanti buoni motivi, diversivi per essere contento e felice, le energie negative, si arrangi...

l'attesa del secondo conto alla rovescia del 2026: 22 giugno 22 luglio.

è il 15 giugno lunedì, fra una settimana scatterà il mio secondo conto alla rovescia per il 2026, settimana particolarmente bella perchè, accompagnata dalle partite del mondiale di calcio, la sveglia suonerà per me alle 05,00 del mattino; inoltre è prevista un uscita il 19 giugno 2026, anniversario per i 27 anni io e Maria Grazia insieme; uscita con pranzo fuori. il 20 giugno, saranno 14 anni dalla morte di mio padre e, il 22 giugno, scatterà il conto alla rovescia. Che dire? Sono contento perchè, al momento non ho viaggi in programma quindi, tutti questi diversivi mi aiutano non poco a trascorrere belle giornate, solno contento perchè le giornate diventano più wow, sono contento perchè nel frattempo ho creato una nuova scaletta con canzoni che mi piacerebbe cantare, scaletta dal titolo, L'Infinito, scaletta che andrà ad affiancare un'altra scaletta dal titolo, Io chi sono, insomma, il mio viaggio interiore alla ricerca di nuove dimensioni continua, ed'è qualcosa che mi fa ...

L'attesa.

è la mattina di domenica 14 giugno 2026: sono contento, mi attendono belle giornate, tra musica, sport, uscite, qualche prima colazione e pranzo fuori; ci sono i mondiali di calcio, e c'è una data importante per me e Maria Grazia, il 19 giugno saranno 27 anni che stiamo insieme; e proprio il 19 giugno, venerdì, usciremo; poi, il 20 giugno, saranno quattordici anni che mio padre è morto, ma il 20 giugno 2026 sarà anche il sabato di Maria Grazia. Poi, da lunedì 22 giugno, scatterà il secondo conto alla rovescia per il 2026, terminerà il 22 luglio e sarà un bel conto alla rovescia con musica, uscite, sport come i mondiali di calcio e, dal 4 luglio, il tou8rr de France di ciclismo, poi, il 23 luglio tornerà a trovarci mio nipote Jonathan, e le mie belle giornate proseguiranno fino al 26 luglio. Bel periodo, perchè per tornare in Sicilia dovrò attendere almeno fino a settembre, e poi c'è in programma il secondo viaggio a Vienna, ma prima di tutto, meglio vivere bene e godersi queste...

Invito ufficiale per la Regina Maria Grazia.

*Invito Ufficiale a Sua Maestà, Regina Maria Grazia* Mia Regina, In occasione del nostro 27° anniversario insieme, questo umile Re desidera formalmente invitare Vostra Maestà ad un picnic reale. Dove: Gandosso, immersi nella natura che tanto amiamo   Quando: 19 giugno, a mezzogiorno in punto   Occasione: Festeggiare i 27 anni da quel “sì” del 19 giugno che ci ha uniti Non servono corone né troni. Porterò io la tovaglia a quadri, il cestino con le cose buone, e 27 motivi per cui ogni giorno, da 27 anni, scelgo ancora Te.   Tu porta solo il tuo sorriso. Quello che, da 27 anni, rende ogni luogo un regno. Si richiede risposta affermativa con un bacio.   Non è ammesso il rifiuto reale. Con amore eterno,   Il tuo Re Gandosso, 19 giugno 

Alla mia Regina Maria Grazia.

*Alla mia Regina Maria Grazia* Amore mio, Ci sono date che non stanno sul calendario. Stanno nel cuore.   E per noi sono tre, da festeggiare ogni anno come fossero Capodanno, Pasqua e Ferragosto messi insieme. *19 giugno*: il giorno in cui ci siamo messi insieme.   Il giorno in cui il mio “io” è diventato “noi”. La prima svolta.   Da lì è cambiato tutto. Il passo, il respiro, il modo di guardare il domani. Perché da quel giorno il domani aveva il tuo nome. *3 settembre*: il giorno del nostro matrimonio.   La seconda svolta. Quella con l’anello, la promessa, le mani che tremano e il sorriso che non sta più nella foto.   Davanti a tutti abbiamo detto sì. Ma ce l’eravamo già detto mille volte prima, in silenzio, ogni volta che i nostri occhi si cercavano. Due date, Maria Grazia. Due svolte di vita importanti.   Importanti perché insieme.   Perché senza di te sarebbero solo numeri. Con te sono inizio, casa, strada, destin...

Nel silenzio mattutino.

*Nel silenzio mattutino* Nel silenzio mattutino penso.   Riavvolgo il nastro della mia bellissima vita. Ed è bellissima davvero. Ma questa mattina il mio ricordo va a coloro che non ci sono più.   Che, ognuno a suo modo, è entrato nella mia vita, ne ha fatto parte, mi ha dato e lasciato qualcosa. Mio padre. I miei nonni materni. I miei zii. I miei cugini. Tutti.   Ognuno a modo suo mi ha regalato giornate, momenti. Belli. Bellissimi.   Ricordi scolpiti nel mio cuore.   Ricordi che mi hanno accompagnato, e mi accompagneranno per tutta la vita. E oltre. Tutti coloro che sono stati nella mia vita non solo mi hanno lasciato qualcosa di prezioso.   Continuano ad esserlo, da lassù.   Anche gli amici, i conoscenti. Quelli che mi hanno voluto bene e hanno fatto parte della mia vita.   Mi hanno dato qualcosa di sé. E fanno parte di me anche da lassù. E quando penso a tutto ciò, sono sempre più consapevole. ...

Musica all'alba.

*Alba in Cuffia* Bello ascoltare la musica con le cuffie al mattino presto.   Partono le canzoni per l’estate. Quelle che avrebbero dovuto accompagnarmi tutta la vita.   E invece mi accompagnano più indietro, ai bei tempi andati.   Alle vacanze in Sicilia. Mi riportano lì in un secondo.   Giornate di mare che non finivano mai, sole sulla pelle e sale nei capelli.   Pomeriggi in campagna, tra i fichi e le cicale, con l’ombra lunga degli ulivi. All’alba il paese si sveglia piano.   Profumo di biscotti nel forno, caffè che borbotta nella moka, pane caldo avvolto nel canovaccio.   Fuori, donne scalze e felici sull’aia. Ridono senza motivo, perché la giornata è bella e basta. E poi la mia donna. La mia sposa.   Scalza anche lei. Ma lei è tutta un’altra storia.   È la storia delle notti belle, surreali siciliane.   Quelle che non dormi perché non vuoi perdertele. Granita nel bicchiere dopo mezz...

Monologo: la pizzata.

😊 "Sabato sera, pizzata in compagnia delle amiche del gruppo WhatsApp 'Le amiche del caffè'! Maria Grazia, Nadia, Mery e Delfina si riuniscono per una serata di cibo, risate e amicizia. La pizzeria è calda, il vino è fresco e l'atmosfera è perfetta per una serata tra amiche. Chi manca? Solo il caffè, che sarà sicuramente il  prossimo appuntamento! 😏"😊 "E mentre si godono la pizza e le chiacchiere, qualcosa di inaspettato accade sotto il tavolo... Maria Grazia, Nadia, Mery e Delfina si scambiano un piedino a sorpresa, un gesto di complicità e amicizia che fa scoppiare a ridere tutte e quattro! Il piedino è diventato un rito segreto del gruppo, un modo per ricordarsi che, anche in mezzo alla confusione, l'amicizia vera è sempre lì, a un piedino di distanza! 😏"😊 "La serata continua con risate, scherzi e momenti di pura gioia, mentre le quattro amiche si divertono a scambiarsi piedini e battute sotto il tavolo. Il cameriere, ignaro di tutto, co...

Monologo, Il mio sabato del villaggio.

     Il mio sabato del villaggio, un giorno di festa con la mia signora Maria Grazia! Comincia tutto al nascere del nuovo giorno, con il profumo di caffè che si sprigiona nell'aria, la tavola imbandita di biscotti, pasticcini e torte per la prima colazione. La taverna si anima con l'arrivo delle amiche invitate alla festa, arrivano e ad una ad una, si mettono comodamente scalze... e così comincia la festa! La prima colazione è un momento di gioia, chiacchiere gioiose, risate, sorrisi, spensieratezza. E poi il pranzo, la tavola è imbandita di piatti vari, antipasti, primi, secondi, e poi frutta e poi i dolci e il caffè. Il pomeriggio è un susseguirsi di musica, balli, canzoni vecchie e nuove, l'atmosfera è allegra e spensierata perchè, il bello deve ancora venire! E così, mentre scende la sera, ci si organizza per imbandire la tavola per la cena: pizze, focacce, panini vari, carne alla brace e del buon vino. La serata entra nel vivo tra piatti gustosi, chiacchiere, ricordi...