Notti surreali.
. --- La sera prima del Palio la città si trasforma lentamente, come se un velo antico scendesse sulle strade. Le contrade si radunano per le cene della prova generale, tavolate che sembrano non finire mai, illuminate da lampadine appese ai fili, con il profumo della carne arrostita che si mescola al vino rosso versato senza risparmio. Le voci si sovrappongono, si parla del cavallo, del fantino, delle speranze, delle paure, delle alleanze che potrebbero cambiare all’ultimo istante. Ogni gesto è rituale, ogni parola pesa. Le bandiere appese alle finestre ondeggiano leggere, come se ascoltassero. Quando le cene terminano, la città non si spegne. I vicoli restano pieni di passi, di gruppi che camminano piano, senza fretta, come se volessero prolungare quell’attesa. Le contrade rivali si incrociano, si osservano, si ignorano, si provocano con un sorriso appena accennato. La Piazza del Campo, già pronta per la corsa, appare come un enorme cuore che batte piano. Le luci delle case si riflett...