Musica, un linguaggio universale.
La musica degli anni 2000 mi ha fatto sognare e ballare proprio come quella degli anni 80 e 90. Ogni decennio ha avuto il suo fascino: negli anni 80 c’era la magia del registratore, della radio, delle musicassette; negli anni 90 lo stereo, le cassette, i CD, quel rito bellissimo di premere play e lasciarsi portare via. Negli anni 2000 la tecnologia è venuta incontro a noi non vedenti: i computer, le sintesi vocali, gli assistenti, internet, il web. Un mondo nuovo che ha reso tutto più semplice, più accessibile, più immediato. Ma il fascino è rimasto immutato: ascoltare la musica, sentirla vibrare dentro, ballare, lasciarsi andare. Quella magia non è cambiata mai. E poi c’era quella sensazione unica: accendere un dispositivo, qualsiasi fosse, e sapere che da lì a un attimo una canzone avrebbe riempito la stanza. Negli anni 80 era magia pura, negli anni 90 era un rito, negli anni 2000 è diventato tutto più veloce, più comodo, più accessibile. Ma l’emozione non ha mai perso intensità. La ...