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Surreale.

☕Il silenzio notturno nel mio piccolo paese di provincia non è mai un vuoto assoluto. In questo mio buon momento favorevole, l'ho riscoperto come una presenza viva, densa di echi e di piccoli suoni che emergono solo quando il frastuono del giorno si spegne. Ecco come prende vita il paese nelle mie belle notti surreali: 1. La dissoluzione del giorno e le prime ore della sera Il passaggio verso la notte inizia lentamente. Le luci delle botteghe si spengono una a una. Pian piano, i lampioni a luce calda proiettano ombre lunghe e solitarie sui vicoli acciottolati e sulle facciate invecchiate dei palazzi storici, e io sento che inizia finalmente il mio tempo. 2. La tessitura acustica del silenzio Quando l'orologio supera la mezzanotte, il borgo si raccoglie in una quiete profonda. In questo momento favorevole, ascolto ogni suono con un altro orecchio, più attento e sereno. I passi solitari: l'eco di passi sul selciato, qualcuno che rincasa tardi, il passo felpato di un gatto ran...

La notte.

Il silenzio notturno in un piccolo paese di provincia italiana non è mai un vuoto assoluto: è una presenza viva, densa di echi, memorie e piccoli suoni che emergono solo quando il frastuono del giorno si spegne. Ecco come prende vita questo paesaggio notturno: 1. La dissoluzione del giorno e le prime ore della sera Il passaggio verso il silenzio inizia lentamente. Dopo il rito della passeggiata serale in corso o in piazza e la chiusura degli ultimi negozi, le luci delle botteghe si spengono una a una. Le voci dei bar si affievoliscono fino a diventare un mormorio indistinto. Le serrande abbassate risuonano come un ultimo battito metallico che sancisce la fine delle attività. Pian piano, i lampioni a luce calda proiettano ombre lunghe e solitarie sui vicoli acciottolati e sulle facciate invecchiate dei palazzi storici. 2. La tessitura acustica del silenzio Quando l'orologio supera la mezzanotte, il borgo si raccoglie in una quiete profonda, scandita da rumori rarefatti che ne amplif...

L'arte del piedino tra donne.

Il termine «fare il piedino» (in inglese play footsie, in francese faire du pied) indica un gioco di sguardi, ammiccamenti e contatto fisico leggero che si stabilisce sottobanco o sotto un tavolo tra due persone. Quando ci si riferisce al gioco tra donne (sia in ambito romantico/saffico, sia come intesa complice o giocosa tra amiche/partner), le dinamiche e le origini mantengono la stessa matrice culturale e sociale di questo gesto universale. 1. Origine del "fare il piedino" L'etimologia e la storia: Il concetto nasce dal linguaggio non verbale dell'intesa segreta. Nei contesti sociali formali ed etichettati (tra il XVIII e il XX secolo) in cui manifestare apertamente attrazione o complicità era sgradito o tabù, i piedi e le gambe nascosti dalla tovaglia diventavano il principale canale di comunicazione sotterraneo. L'origine del termine: In lingua inglese la locuzione "to play footsie" è attestata a partire dalla prima metà del Novecento (originariamen...

Domenica dopo la Sicilia.

Domenica 18 ottobre, prima colazione a La Croissanterie Lab dove ho salutato la gentile signora, proprietaria del locale a cui ho dedicato tempo fa un brano musicale da me composto. Ottobre continua a stupirmi. Questa settimana dopo il ritorno dalla Sicilia è già ricca, intensa. Questa domenica, 18 ottobre, è domenica di Maria Grazia. Giornata importante, giovedì 22 ottobre compleanno della mia signora, Maria Grazia; poi, il sabato di Maria Grazia, 24 ottobre. Settimana che mi vedrà protagonista di quattro notti sveglio, dalle 03:00 del mattino, in attesa del settimo conto alla rovescia del 2026. 

Il terzo viaggio.

Il terzo viaggio in Sicilia è terminato. Sono tornato a casa, con la valigia un po' più vuota e il cuore molto più pieno. Sono stati giorni belli pieni e intensi e notti bellissime, surreali, di quelle dove tutto è più bello e ogni attimo vale doppio. Tra musica, chiacchiere, risate e un po' di pubbliche relazioni, ho vissuto ogni istante con felicità. Ispirato da queste belle giornate ho creato due playlist dedicate alla mia signora Maria Grazia. Grazie a mia figlia Laura per questa sorpresa inaspettata, e grazie di cuore a tutti voi. Questo terzo viaggio in Sicilia nel 2026 resterà uno dei ricordi più belli. 

La vigilia.

È la sera di lunedì 12 ottobre 2026 e mi ritrovo a fare le valigie con una strana sensazione di déjà-vu. Esattamente un mese fa, il 12 settembre, stavo rientrando a casa dalla Sicilia, salutando un'isola che sembra non volermi lasciar andare per davvero. E infatti, domani sera — martedì 13 ottobre — sarò di nuovo in viaggio verso di lei. Attendo la mezzanotte e quindi l'arrivo del 13 ottobre immerso in questa notte surreale, bellissima, di quelle che sospendono il tempo e amplificano i pensieri. E so già che vivrò un'altra bella notte surreale con accanto la mia signora, Maria Grazia: dolcissima, fascinosa, affascinante, a piedi scalzi al mio fianco. La giornata del 13 ottobre sarà caratterizzata dall'attesa della partenza; le ore che la precederanno saranno caratterizzate da musica, film, chiacchiere e pubbliche relazioni, prima di mettersi in cammino. Sarà la mia terza volta in Sicilia in questo 2026: un filo rosso che sta caratterizzando quest'anno, fatto di part...

L'arte del piedino tra donne.

*INTERVISTA: L'origine del "piedino tra donne"* *D: Partiamo dall'inizio. Quando e dove nasce il "piedino tra donne"?* R: Il "piedino tra donne" non ha una data di nascita scritta da nessuna parte. È una di quelle cose nate tra amiche, per gioco e complicità. Nasce dalla leggerezza. È un modo di dire affettuoso che viene dal togliersi le scarpe, stare scalze, stare comode. Quando tra donne si crea quel clima di fiducia, ci si "scalza" anche nel carattere: più sincere, più libere di ridere e chiacchierare. *D: C'è un legame con la tradizione, con il ballo?* R: Nasce dal gioco e dalla danza popolare. Nelle feste di piazza, nelle cene tra amiche, nei balli tradizionali senesi e toscani capita spesso di improvvisare. Il "piedino" è quel passetto, quel toccarsi la punta del piede ridendo, quel fare le linguacce danzando insieme. Niente di malizioso: è puro divertimento, sintonia e ritmo condiviso. *D: Perché proprio il piede? Che...