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Radio Sole.

La voglia di reinventarmi, di provare nuove esperienze e di non stare mai fermo, mi ha portato a inventare Radio Sole. Radio Sole è una radio virtuale, fatta da me per tutti gli amici iscritti nei miei gruppi WhatsApp e per tutti coloro che mi seguono qua e là. È un nuovo esperimento d'arte, un piccolo spazio tutto nostro fatto di chiacchiere, musica e compagnia. Gli ingredienti? Sono semplici: un pc portatile, delle cuffie con microfono, un programma per non vedenti, e tanta voglia di ridere, sorridere e divertirsi insieme in compagnia. Ho pensato a Radio Sole immaginandovi ascoltare tra una cosa e l'altra, mentre fate i mestieri, o mentre siete ai fornelli, o più semplicemente quando, tra un impegno e l'altro, trovate un momento durante la giornata per fermarvi e rilassarvi. Ecco, questa è Radio Sole. Una radio senza antenna, senza studio, senza orari. Va in onda quando ne ho voglia, quando ho una canzone da farvi sentire, una storia da raccontarvi, o semplicemente quando...

Musica per dire grazie alla vita.

29 maggio 1987. Inizia il mio viaggio in musica per gioia di vivere. 13 settembre 1987. Brutto incidente. Frattura della mano destra. 42 giorni di gesso. Tre mesi senza poter suonare e studiare. 7 ottobre 1987. Con il gesso ancora alla mano incontro una gentile signora e, chiacchierando con lei, compongo a tavolino due brani da lei ispirati. Da lì inizia la mia lunga scia di brani e scalette musicali per omaggiare, per dedicare una mia composizione a tutte quelle persone che io chiamo Angeli, che in un modo o nell'altro mi hanno aiutato in momenti particolari della mia vita. Non a caso, un anno dopo quell'incontro, il 7 ottobre 1988, avrei dato l'esame di quinto anno di pianoforte superandolo, promosso con i complimenti della commissione d'esame. E non è poco. All'inizio questo mio omaggiare, dedicare qualcosa a qualcuno e in particolare a donne, è stato visto, interpretato dagli altri, come un illudermi, infatuarmi di chissà quale donna o ragazza. Ma il mio unico f...

La luce.

Mi sto godendo un periodo davvero bello. C'è questo conto alla rovescia bellissimo che avanza, un giorno dopo l'altro, e già solo quello mi mette allegria. Ogni mattina è un meno che in realtà è un più. In questi giorni ho ripreso ad ascoltare alcuni podcast sui grandi della musica rock, storie, aneddoti, canzoni che hanno fatto epoca. Mi tengono compagnia, mi fanno stare bene. È un bel connubio, il countdown e la musica. Devo dire che è un momento a me favorevole come non mi succedeva dal 2018. Mi sento più leggero, più sereno, più ottimista. Le cose girano per il verso giusto e finalmente me ne accorgo. Ed è ancora più bello vivere tutto questo alle cinque del mattino, nel vivo di questo conto alla rovescia, con accanto mia moglie, la dolcissima Maria Grazia. È proprio alle cinque del mattino che capisco quanto sono fortunato. Fuori è ancora tutto fermo, la giornata deve ancora iniziare per tutti, e invece io sono già qui, sveglio, con il mio countdown in testa e una storia r...

La felicità.

È il 25 agosto, alle 04:00 del mattino, una cioccolata calda, il computer acceso, le cuffie, con mia moglie accanto a me dolcissima, due chiacchiere, e sono pronto per scrivere sul mio blog e ascoltare la musica, mentre il nuovo giorno inizia a pulsare. È il 25 agosto e il mio conto alla rovescia è a meno 11; mi basta tutto questo per dire sono felice. Fuori è ancora buio, Chiuduno dorme. Dentro c'è solo il ronzio leggero del computer, il profumo della cioccolata e le note basse in cuffia. La tazza è calda tra le mani, la playlist gira lenta. Scrivo due righe, poi mi fermo ad ascoltare. Il giorno non ha fretta di iniziare e nemmeno io. Meno 11. Tutto quello che mi serve è già qui. E penso che la felicità a volte è proprio questo: le 04:00, una luce accesa, una canzone che conosci a memoria, e sapere che tra poco tutto si mette in moto. Intanto mi godo il silenzio, prima che inizi il rumore. Tra poco il cielo su Chiuduno inizierà a schiarire, passerà la prima macchina, si accenderà ...

Una notte a Parzanica: monologo d'arte.

Monologo d'arte: Una notte a Parzanica. Ispirato da mia moglie Maria Grazia creo una playlist: Una notte a Parzanica, paese dove abita l’amica, la gentile signora Manuela. Complice le canzoni degli Scorpions: una festa paesana, agosto, bella serata, bella atmosfera, tra montagna e il lago di Iseo. Pizza, patatine, cotechini e costine alla brace. A un tavolo Manuela e Maria Grazia, pizza, patatine, cotechini e costine alla brace. A metà serata, mentre si ride e si parla, parte quel loro piedino innocente: un colpetto sotto il tavolo, Manuela che sfiora Maria Grazia per scherzo, Maria Grazia che risponde ridendo, e le due che si guardano come per dire che la serata può scorrere leggera. Tra una portata e l’altra si ballano le canzoni degli Scorpions, si ascoltano le canzoni degli Scorpions, e tra una chiacchiera e l’altra si ride e si canta fino a tardi, con la festa che va avanti fino a notte fonda. Questa è una situazione che potrebbe realizzarsi veramente. 

Una scaletta spirituale.

*Una scaletta spirituale* Dopo aver cantato di tutto e di più, canzoni facili e difficili, ma sempre con un solo fine: dire qualcosa a tutti o a qualcuno, raccontare alla gente la mia felicità, la gioia e la voglia di vivere. Dal 2016, quando la mia patologia connessa alla cecità si è aggravata e non sono più stato benissimo, la mia vita è progressivamente cambiata. Poi, l'8 agosto del 2020 sono andato in pensione. E mentre reinventavo la mia vita, condizionata da continui mal di testa e dolori alle cavità oculari, ho reinventato anche il mio modo di fare musica. Dapprima mi sono dedicato solo ed esclusivamente alla musica, poi un bel giorno ho pensato: dopo tanti anni di canto, le strade sono due: smettere di cantare o cantare canzoni di toni bassi o riabbassate. Così ho optato per la seconda soluzione. Ebbene, si è rivelata una bella sorpresa, un bel viaggio in musica ma non solo. Dopo essermi divertito per molto tempo a creare cover musicali, ho messo insieme un bel po' di c...

Evviva la pioggia, monologo d'arte ad essa ispirata.

Questa mattina finalmente, dopo tanto caldo è tornata la pioggia ed ecco un monologo d'arte ad essa ispirato: Fuori piove forte, una pioggia che batte sui marciapiedi e costringe la gente a correre verso il primo riparo. Tre donne entrano in un bar, un po’ infreddolite, un po’ bagnate, con quell’aria di chi cerca calore più che asciutto. Si tolgono le scarpe quasi senza pensarci, per asciugare i piedi, per stare comode, per sentirsi al chiuso davvero. Scalze, si sistemano attorno a un tavolino vicino alla vetrata, mentre il bar profuma di caffè appena fatto. Il barista porta tre tazze fumanti. Le donne avvicinano le mani al calore, sorridono, si rilassano. Fuori la pioggia continua a cadere, ma dentro c’è un silenzio morbido, un piccolo rifugio. E sotto il tavolo, quasi per caso, parte un piedino innocente. Un tocco leggero, di quelli che nascono senza intenzione: un piede che sfiora l’altro mentre si sistema, un sorriso che segue quel contatto. Nessuna malizia, solo gioco, condivi...