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Weekend.

Serata di venerdì 9 ottobre, è il weekend prima del terzo viaggio in Sicilia. Mentre la notte di sabato 10 è vicina, aspettando la notte ascolto la musica con le cuffie, ascolto una playlist di musica italiana per la notte, ascolto già il silenzio. E nel silenzio, splende. Splende quello che abbiamo, splende quello che siamo. E io in questo silenzio ci sento già il mare, ci sento già la strada. Ci sento la partenza, ci sento l'attesa che si fa leggera. La musica va, la notte arriva piano, e io sono già lì. Con il cuore in Sicilia, con i piedi ancora qui, pronto a partire. Che la notte suoni bene, che il viaggio inizi già adesso, nota dopo nota. E se chiudo gli occhi, è già Sicilia. È già luce, è già vento, è già casa che mi chiama per la terza volta. E io rispondo: arrivo. E vedo Maria Grazia scalza, sul bordo del giorno, che sorride e mi aspetta. La notte mi accompagnerà fino al nuovo giorno, il weekend prima della partenza, dolce e lunga come una canzone che non vuole finire. 

Ispirazione improvvisa.

Mezzanotte di venerdì 9 ottobre 2026. Ascolto la musica con le cuffie quando ad un tratto parte un successo di Gianni Morandi, Nel silenzio splende, una canzone che non ascoltavo da molto tempo. Riascoltandola a 57 anni mi ha colpito. Mi ha colpito la musica e il testo, più in generale mi è entrata dentro. E allora mi son detto: ora che canto non solo per raccontarmi ma anche per raccontare, perché non cantare questa canzone? In questo momento a me favorevole, accanto alle canzoni di Franco Battiato, ci sta benissimo. Ci sta una canzone ad effetto come questa. In più non è una canzone molto alta, quindi posso cantarla senza problemi. La canterò o alla tastiera o sopra la base karaoke. Questo, in realtà, è l'apertura del mio nuovo modo di cantare. Non più canzoni alte, ma canzoni alla mia portata naturale. Attraverso questa canzone posso raccontare ed essere grato alla vita per tutto quello che mi ha dato, mi dà e mi darà ancora, e di quanto sono fortunato per tutto ciò che ho. E vo...

Intervista.

Benvenuti, questa è un intervista per gioia di vivere; Marco Sole, ci guida in un viaggio di vita bellissima e vissuta, la sua vita, attraverso ricordi, aneddoti, un viaggio nella sua gioia di vivere e nella sua felicità. Dopo tanti anni a cantare di tutto per raccontare la tua gioia di vivere, cosa è cambiato dal 2016 e poi con la pensione del 2020? Dal 1987 al 2016, oltre a comporre musica, ho cantato di tutto e di più, canzoni facili, difficili, e con uno scopo ben preciso e mirato, dire qualcosa a tutti o a qualcuno ma soprattutto trasmettere al mondo che la vita è bella, poi, nel 2016, la mia patologia legata alla ciecità si è aggravata e allora, iniziando a non star bene, la situazione è peggiorata nel tempo fino al 2020, quando, dopo 23 anni e 6 mesi di servizio, sono andato in pensione. Dal 2020, una volta in pensione, mi sono trovato a dover ricostruire la mia vita a causa di forti e continui mal di testa e lajcinanti dolori alle cavità oculari hanno sempre più condizionato la...

Intervista.

Benvenuti, questa è un'intervista per gioia di vivere, per dire a tutti che, la vita è bella. Marco Buccellato in arte, Marco Sole, ci porta nella sua gioia di vivere e la sua felicità. Chi sei e come ti presenteresti a una persona che ti incontra per la prima volta? Sono Marco di Bergamo, Marco Buccellato in arte Marco Sole; sono felice, amo la vita la musica e mia moglie, Maria Grazia e mia figlia, Laura; Sei cieco dalla nascita: come descriveresti il tuo modo di vivere questa condizione? Io sono Marco, cieco dalla nascita, la ciecità? Oh, per me, non è un problema ma una condiizione che, non mi impedisce di vivere ma al contrario, mi consente di vivere una vita piena, ricca e attiva perchè, ho imparato a vedere oltre il visibile e questo, grazie ai miei genitori che, non mi hanno mai fatto vivere la ciecità come un problema, ma mi hanno trattato come una persona normale; mi hanno insegnato ad essere contento per quello che ho e non per ciò che mi manca; da qui la mia felicità e ...

Numero d'arte realmente accaduto.

Treno Frecciarossa Torino - Milano, carrozza un po' piena del pomeriggio. Maria Grazia è seduta alla mia sinistra, io lato corridoio. Di fronte a noi una signorina con le cuffiette a metà, al telefono con la mamma: "Sì mamma, sono già sul treno, tutto a posto..." Frenata leggera a Rho. I piedi di Maria Grazia scivolano in avanti, quelli della signorina pure. Si incontrano, punta contro punta. Maria Grazia fa "ops" sottovoce. La signorina la guarda, sorride, e senza interrompere la telefonata le risponde con un colpetto di piede. E lì inizia un piedino lungo, silenzioso e divertentissimo. La signorina continua al telefono, serissima: "Sì mamma, sto studiando... sì, ho mangiato..." mentre sotto il tavolino Maria Grazia le spinge il piede. Lei le risponde spingendo a sua volta, cercando di non ridere. "Sì mamma, sono tranquilla..." dice, ma le si strozza la voce perché Maria Grazia le fa il solletico sulla caviglia con la punta delle calze blu a...

Volo.

Il mio sesto conto alla rovescia, dalle ore 00 di martedì 7 ottobre, entrerà nel suo giro di boa. Sarà un momento solenne, carico di significato: mancherà ormai solo una settimana a separarmi dal terzo viaggio in Sicilia di questo 2026, un viaggio atteso, sognato e sentito nel profondo. La partenza è fissata alle 22:50 del 13 ottobre, ma non sarà solo un orario, sarà il compimento di un'attesa. E anche le ore che precederanno quell'istante daranno vita a qualcosa di unico e irripetibile, un'altra giornata straordinaria, intensa e piena di emozioni: la giornata del 13 ottobre, che porterò con me come un giorno speciale, da vivere fino all'ultimo respiro. 

Un sabato speciale di Maria Grazia.

I sabati di Maria Grazia Nascono nel gennaio 2025, sulla scia del viaggio a Vienna, io e Maria Grazia. Si svolgono dal pomeriggio fino alla serata. È uno spazio tutto nostro, tra merenda, musica, cena, film e chiacchiere fino a notte fonda. Il pomeriggio inizia piano: un caffè lungo, l'ascolto della musica, io con lei accanto a me. Le luci basse, le finestre aperte, le chiacchiere che scorrono senza fretta. Poi la serata: la pizza di Maria Grazia o altri piatti, semplici e buoni. Quello che c'è, preparato con calma. Restiamo solo noi due. Basta questo a noi per stare insieme ed essere felici. Il tutto va bene per trascorrere qualche ora spensierata insieme, io e la mia signora Maria Grazia. Quando il silenzio della notte, bello, surreale, ci avvolge come un abbraccio, sappiamo che è stato un altro sabato riuscito. E non ci serve altro. Non servono locali affollati, non servono programmi perfetti. Ci basta il nostro divano, la coperta che scivola, la sua presenza accanto alla mi...