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Monologo d'arte: Voci scalze.

Questo monologo d'arte è inventatgo ma, potrebbe essere reale. 🦶🏻Complice il gruppo solo audio Voci scalze, Maria Grazia, Mery e Sabina si ritrovano per un caffè all’alba. La cucina è ancora semibuia, la moka borbotta, il fresco del mattino entra dalla finestra come un ospite discreto. Si siedono, scalze, con quella naturalezza che nel gruppo è diventata quasi un simbolo. Parlano piano, ridono, si aggiornano sulle piccole cose del giorno prima. È un momento semplice, pulito, di amicizia. A un certo punto, mentre una battuta di Mery fa sorridere tutte e tre, succede quella cosa che tra loro nasce sempre così: spontanea. Un sorriso complice, uno di quelli che non hanno bisogno di spiegazioni… e sotto il tavolo parte quel gesto leggero, innocente, tutto in chiave di confidenza. Un piedino lungo, divertente, che passa da una all’altra come un piccolo gioco di sintonia, un modo di dirsi “ci siamo, siamo noi”. Non c’è malizia, solo la leggerezza delle amiche che si conoscono bene. Mari...

I conti alla rovescia.

Martedì 22 settembre 2026: da oggi ho due conti alla rovescia attivi. Il primo va dal 21 al 28 settembre, con il secondo incontro e la colazione e il pranzo insieme a mio nipote il 29. Il secondo va dal 22 settembre al 13 ottobre, per il terzo viaggio in Sicilia del 2026. La giornata scorre con quel ritmo sospeso che hanno le attese belle, quelle che accompagnano senza fretta. Due binari che avanzano: uno verso un momento familiare che scalda, l’altro verso la Sicilia che chiama ancora una volta. In mezzo ci sono i sabati di Maria Grazia, quei sabati che sembrano fatti apposta per rallentare il mondo. Arrivano uno dopo l’altro, tranquilli, pieni della sua calma naturale. Sono i sabati che rimettono ordine, che fanno respirare, che tengono il passo mentre i conti alla rovescia corrono veloci. E poi ci sono quelle prime colazioni fuori, io e Maria Grazia, che diventano piccoli rituali. Il tavolino all’aperto, il profumo del caffè che arriva prima ancora di essere servito, il silenzio buo...

Wow.

Dal mio blog: Primo pomeriggio, atterra a Bergamo mio nipote Vincenzo, proveniente da Vienna. Un bel pomeriggio insieme, il pranzo, una passeggiata e una bella chiacchierata. In serata, mentre lo riaccompagniamo in aeroporto, mi arriva un’idea improvvisa: perché non far scattare a mezzanotte il sesto conto alla rovescia del 2026. Tornato a casa, ancora contento per questa bella giornata, decido. Alle ore 00 di martedì 22 settembre 2026 è scattato il sesto conto alla rovescia del mio 2026, conto alla rovescia che terminerà alla mezzanotte del 13 ottobre 2026, giorno del mio terzo viaggio in Sicilia del 2026. Risultato: avrò due conti alla rovescia attivi in contemporanea, e tutto questo rende questo bel periodo ancora più bello. E così, mentre fuori è già notte fonda e la casa è immersa nel silenzio, mi ritrovo a guardare quel nuovo conto alla rovescia appena partito. Il sesto del 2026. Un numero che da solo racconta quanto questo anno sia stato pieno, vivo, movimentato. E adesso, con d...

La serata.

È la serata di domenica 20 settembre, una serata che scorre lenta, pulita, senza rumore, mentre tutto si prepara al passaggio di domani. Mentre mi accingo a vivere la lieta giornata di lunedì 21 settembre, già si sente il movimento del tempo: alla mezzanotte del 21 settembre scatterà il quinto conto alla rovescia, quello che accompagnerà i giorni successivi con la sua precisione silenziosa. Un conto alla rovescia che partirà netto, e che terminerà alla mezzanotte del 28 settembre, chiudendo un altro ciclo di attesa, ritmo e continuità. Il quinto conto alla rovescia scorre già nella mente, anche se deve ancora partire. È come una linea che si sta tracciando da sola, pronta a diventare giorni, ore, piccoli avanzamenti che si sommano senza rumore. Dal 21 al 28 settembre sarà una settimana compatta, senza sbavature. Ogni giornata avrà il suo posto, il suo peso, la sua funzione dentro questo periodo che procede con una precisione quasi matematica. Il 22, il 23, il 24… tutti in fila, tutti p...

Voci scalze.

Domenica 20 settembre 2026: ho lanciato un nuovo esperimento d'arte, il gruppo WhatsApp Voci Scalze. Dopo nove anni di gruppi WhatsApp numerosi e di grande successo, è il momento di piccoli gruppi con pochi membri e in particolare del gruppo Voci Scalze, gruppo solo audio. Nel gruppo audio Voci Scalze sono iscritti tre membri. Questo esperimento di un gruppo solo vocale va ad affiancarsi agli esperimenti d'arte precedenti. Un esperimento essenziale, leggero e autentico, basato solo sulla voce, su chiacchiere, risate, pensieri e riflessioni da condividere. Niente immagini, gli unici testi scritti ammessi sono i miei racconti di vita vissuta. Per il resto, solo il suono, il respiro, il saluto. Un piccolo spazio riservato, tranquillo e autonomo, che vive senza obblighi e senza impegno, dove l'importante, come sempre, è esserci. Tre voci, un unico tema: l'arte delle donne scalze raccontata a voce nuda. E ci si potrà, di tanto in tanto, trovare per un caffè, scalze. L'es...

L'arte.

Dopo nove anni e più di esperimenti d'arte con gruppi WhatsApp con presenza numerosa di membri, e dopo aver raggiunto grandi risultati, ho, per motivi logistici e di tempo, ridotto il numero dei gruppi e li ho resi piccoli. Solo il gruppo dedicato alla mia musica è il più numeroso, poi ci sono due gruppi di cui uno è composto da cinque membri e l'altro è piccolissimo, solo due membri. Entrambi i gruppi sono dedicati alle donne scalze. Unico progetto in cantiere da realizzare prossimamente è un piccolo gruppo di soli tre membri, niente di più. La particolarità di questo piccolo gruppo che andrò a creare sarà una caratteristica speciale: sarà un gruppo WhatsApp solo audio e le signore interessate mi hanno già contattato. Sono giunto a questa decisione in modo naturale, infatti molti dei membri iscritti nei gruppi dedicati non riuscivano più a seguire, vuoi per impegni, vuoi per impedimenti di forza maggiore. E allora reinventare qualcosa di nuovo è stato facile, divertente e affa...

Monologo d'arte: Un caffè tra amiche a mezzanotte.

Complice un caffè a mezzanotte, Maria Grazia, Nadia, Simona, Roberta e Sabina si ritrovano nella cucina, scalze, con la moka ancora tiepida e le tazzine mezze piene. Parlano sottovoce, ridono piano, come se il silenzio notturno fosse un ospite da rispettare. La notte fuori è immobile, sembra ascoltare. Sotto il tavolo, i loro piedi nudi si sfiorano con naturalezza, un gesto leggero, spontaneo, che nasce dalla confidenza. Non è un gioco nuovo, perché tutte e cinque fanno parte del gruppo WhatsApp Caffè, il gruppo dedicato proprio alle donne scalze. Ogni giorno si scambiano messaggi, saluti, battute, momenti di leggerezza. È un piccolo spazio dove si sentono libere, tranquille, senza formalità. E ora, a mezzanotte, quel gruppo sembra essersi materializzato attorno al tavolo. Maria Grazia dice che sembra di essere dentro alla chat, solo che stavolta sono tutte lì. Nadia ride piano. Simona annuisce. Roberta aggiunge che il gruppo è nato proprio per questo: per avere un posto dove stare ins...