Notte surreale.
Lunedì 7 settembre 2026, notte a Chiuduno. La casa è silenziosa, e io sono sveglio da un pezzo. Non riesco a dormire, ma non è un problema: certe notti non vanno dormite, vanno vissute. È la notte della partenza, quella che aspettavo da settimane, quella che ha trasformato ogni giorno in un tassello del conto alla rovescia. Chiuduno fuori è fermo. Le strade sono vuote, le luci dei cortili spente, l’aria fresca che entra dalle finestre sembra dire che l’estate sta finendo ma non vuole ammetterlo. Io cammino piano per casa, senza fare rumore, come se stessi rispettando un rito. Le valigie sono lì, pronte, e ogni volta che le guardo mi sembra di sentire già l’odore del mare siciliano. È una notte sospesa. Non sono più nei giorni dell’attesa, ma non sono ancora nel viaggio. Sto in mezzo, in quel punto preciso dove il cuore batte un po’ più forte e la mente corre avanti, immaginando l’arrivo, la luce, il caldo, la prima mattina in Sicilia. Questa notte a Chiuduno non è una notte qualsiasi. ...