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Il quarto conto alla rovescia del 2026.

Domenica 13 settembre, il giorno dopo il ritorno dalla Sicilia, penso: dopo tre conti alla rovescia, perché non un quarto conto alla rovescia. Durerà una settimana, scatterà il 14 settembre 2026 e terminerà alla mezzanotte del 21 settembre. E l’evento legato a questo conto alla rovescia? Il primo dei due incontri con mio nipote, in transito da Vienna per la Sicilia. Così vivrò una settimana di conto alla rovescia wow, tra musica, uscite, pubbliche relazioni. E poi, come se non bastasse, una settimana dopo, il 28 settembre, riincontrerò mio nipote in transito questa volta per Vienna. Dopo tre conti alla rovescia legati a eventi lieti, eccone subito un altro, il quarto, per proseguire la scia positiva del periodo in cui mi trovo. Domenica 13 settembre mi accorgo che questo periodo è diventato una sequenza di attese felici, una dopo l’altra, come se ogni conto alla rovescia aprisse la porta al successivo. Il quarto nasce quasi da solo, senza sforzo, come una naturale continuazione dell’en...

Omaggio alla gentile signora Sabina: monologo d'arte.

Complice il pranzo preparato da Sabina — riso alla cantonese profumato, pollo alle mandorle croccante — a tavola l’atmosfera è già rilassata, quasi da domenica lenta. Sabina e Maria Grazia siedono vicine. Ridono, commentano il piatto, si scambiano piccoli complimenti. E proprio mentre Sabina racconta una scena buffa successa al mercato, sotto il tavolo parte quel loro piedino lungo, spontaneo, innocente, tipico delle giornate in cui ci si sente in sintonia. Un primo sfioro, leggero. Maria Grazia risponde con un tocco più deciso, come a dire “ti ho sentita”. Sabina sorride senza interrompere il discorso, ma il piede continua, lento, costante, quasi a ritmo del cucchiaio che mescola il riso nel piatto. Il pollo alle mandorle arriva al centro della tavola, ma sotto il tavolo la scena è un’altra: un piedino che non è un gioco veloce, è un dialogo silenzioso, lungo, tranquillo, fatto di sfioramenti che vanno avanti mentre le due parlano, mangiano, ridono. Ogni tanto Maria Grazia dà un colpe...

Domenica di riflessione.

Sabato 23 luglio 2026 è arrivato mio nipote dalla Sicilia. La serata è stata bella, piena: la cena, le chiacchiere, le risate fino a notte fonda. E proprio durante quella serata la gentile Loredana di Pesaro è entrata nei miei gruppi WhatsApp dedicati alle donne scalze, ed è stato subito festa, un segnale che qualcosa si stava muovendo. Il 28 luglio 2026, il giorno dopo la partenza di mio nipote per la Sicilia, è scattato per me il terzo conto alla rovescia. Un conto alla rovescia che, fino al 6 settembre, mi ha regalato giornate bellissime e notti belle e surreali, tutte diverse, tutte vive. Il 7 settembre sono partito per la Sicilia, dove ho trascorso giornate splendide e sei serate fino a notte fonda che porterò sempre con me. Il 12 settembre sono tornato a casa felice e contento, con la sensazione che quella serata di sabato 23 luglio abbia segnato qualcosa. E proprio nella serata di sabato 12 settembre è arrivato un altro segnale: un’altra amica è entrata in uno dei miei gruppi Wh...

Notti siciliane.

Dal 7 al 12 settembre, in Sicilia, le giornate sono state belle, luminose, piene di quella calma che solo l’isola sa dare. Ma le serate… quelle sì che sono state davvero speciali. Sei serate una più bella dell’altra, tutte diverse, tutte vive, tutte con quel ritmo lento e profondo che solo la Sicilia conosce. Dalle 17:30, quando la luce cominciava a scendere e il cielo si faceva più morbido, la casa si animava. In cucina iniziava il piccolo rito della cena: odori che si mescolavano, profumi che si rincorrevano, pentole che borbottavano, chiacchiere che si accendevano. E poi il mito del telegiornale, che in Sicilia resiste ancora come un appuntamento sacro, quasi un segnale che la sera è davvero iniziata. La cena arrivava come un momento di festa. Tutti seduti, tutti presenti, perché in Sicilia il cibo non è solo qualcosa che si mangia: è memoria, è racconto, è un modo per stare insieme. Ogni piatto tipico portava con sé un ricordo, un aneddoto, una storia di tempi andati. E mentre si m...

Il sabato di Maria Grazia.

Terminata la bella settimana in Sicilia, sono qui adesso , a casa, nel mio sabato di Maria Grazia. Lo vivo al presente, lo sento addosso: lei che porta calma, ritmo, quella serenità che rimette tutto in ordine senza dire una parola. Io mi muovo tra le stanze con ancora l’eco del viaggio nelle ossa, ma già con la testa proiettata avanti, perché settembre non mi lascia fermo un attimo. Penso ai prossimi eventi, alle prossime giornate wow che stanno arrivando. Il 21 settembre è lì, vicino, lo vedo come una porta che sta per aprirsi. Il 28 settembre segue subito dopo, come un secondo colpo di scena. E poi il ritorno a Brescia , che mi aspetta e completa il mese, lo chiude con un senso di continuità, di movimento, di cose che scorrono bene. Mentre cammino in casa, sento che sto vivendo un settembre pieno, vivo, che mi accompagna senza pause. Il buon momento iniziato con il secondo conto alla rovescia del 2026 lo sto vivendo adesso , non è un ricordo: è qui, presente, e continua a sorprend...

Notte surreale.

Lunedì 7 settembre 2026, notte a Chiuduno. La casa è silenziosa, e io sono sveglio da un pezzo. Non riesco a dormire, ma non è un problema: certe notti non vanno dormite, vanno vissute. È la notte della partenza, quella che aspettavo da settimane, quella che ha trasformato ogni giorno in un tassello del conto alla rovescia. Chiuduno fuori è fermo. Le strade sono vuote, le luci dei cortili spente, l’aria fresca che entra dalle finestre sembra dire che l’estate sta finendo ma non vuole ammetterlo. Io cammino piano per casa, senza fare rumore, come se stessi rispettando un rito. Le valigie sono lì, pronte, e ogni volta che le guardo mi sembra di sentire già l’odore del mare siciliano. È una notte sospesa. Non sono più nei giorni dell’attesa, ma non sono ancora nel viaggio. Sto in mezzo, in quel punto preciso dove il cuore batte un po’ più forte e la mente corre avanti, immaginando l’arrivo, la luce, il caldo, la prima mattina in Sicilia. Questa notte a Chiuduno non è una notte qualsiasi. ...

Monologo d'arte.

Monologo d'arte: Una birra fresca in tarda sera, quattro donne, Nadia, Cristina, Martina e Maria Grazia, sedute attorno a un tavolino all’aperto, con quell’aria di fine giornata che rende tutto più morbido e leggero. La birra è appena stata servita, il vetro freddo, la schiuma che scivola piano. Le luci del locale sono calde, la strada tranquilla, e il loro tavolo è un piccolo rifugio di risate e confidenze. Sotto il tavolo, quasi senza che nessuna lo decida davvero, parte quel loro gioco leggero, spontaneo, che nasce sempre quando l’amicizia è così forte da trasformare ogni gesto in un sorriso. Nadia è la prima a muovere il piede, un tocco lieve, come un “ci sono”. Cristina risponde con un colpetto rapido, trattenendo una risatina. Martina entra nel gioco con un piedino curioso, un po’ timido ma divertito. Maria Grazia, con la sua naturalezza, infila il piede in mezzo agli altri tre, creando un intreccio buffo che fa ridere tutte. Le birre si scaldano, le chiacchiere scorrono, e s...