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Surreale.

è martedì 20 ottobre, mentre sono avvolto dal silenzio notturno, sono già immerso nella mia arte aspettando che il nuovo giorno si svegli. Fuori Chiuduno è immobile, le luci sono spente e solo qualche ombra si muove piano. Dentro invece c'è fermento, un tavolino pieno di appunti, pensieri che si rincorrono, quell'urgenza dolce di dare forma a qualcosa che sento da tempo. Sono preoccupato per i disordini che stanno avvenendo in questi giorni, in particolare nel nord d'Italia, eppure sento forte che la vita deve andare avanti, soprattutto perché dopo tanta sofferenza, il 2026 si sta rivelando un anno continuo, un anno che finalmente tiene insieme i pezzi. Penso a quello che ho vissuto nel 2026 e a quello che mi attende, a quanto è cambiato e a quanto ancora deve sbocciare. Avanti giorno per giorno, è questa la mia filosofia di vita. Penso ai giorni che verranno, alle belle giornate che mi attendono. In questa bella notte surreale, mi piace immaginare una prima colazione prima...

La notte.

È la notte di martedì 20 ottobre 2026. L'aria è ferma e leggera, la casa è in silenzio. Fuori Chiuduno dorme, dentro il tempo sembra rallentare apposta per lasciarmi ascoltare ogni dettaglio. Sono preoccupato per i disordini che stanno avvenendo in questi giorni, in particolare nel nord d'Italia. La vita deve andare avanti soprattutto perché dopo tanta sofferenza, il 2026 si sta rivelando un anno continuo. So che sarà un'altra notte lunga e surreale, di quelle che non pesano ma avvolgono. C'è una gratitudine quieta in questo momento, la sensazione netta che questo periodo stia finalmente girando per il verso giusto. Dalle 03:00 in poi il silenzio diventerà ancora più profondo. Io resterò sveglio, accanto a Maria Grazia, con la sua presenza semplice e rassicurante che rende tutto più intimo e familiare. Tra qualche pagina scritta e qualche nota abbozzata a tavolino, la notte scorrerà fino all'alba. Un'altra alba che arriva puntuale a chiudere questa notte sospesa...

Surreale.

☕Il silenzio notturno nel mio piccolo paese di provincia non è mai un vuoto assoluto. In questo mio buon momento favorevole, l'ho riscoperto come una presenza viva, densa di echi e di piccoli suoni che emergono solo quando il frastuono del giorno si spegne. Ecco come prende vita il paese nelle mie belle notti surreali: 1. La dissoluzione del giorno e le prime ore della sera Il passaggio verso la notte inizia lentamente. Le luci delle botteghe si spengono una a una. Pian piano, i lampioni a luce calda proiettano ombre lunghe e solitarie sui vicoli acciottolati e sulle facciate invecchiate dei palazzi storici, e io sento che inizia finalmente il mio tempo. 2. La tessitura acustica del silenzio Quando l'orologio supera la mezzanotte, il borgo si raccoglie in una quiete profonda. In questo momento favorevole, ascolto ogni suono con un altro orecchio, più attento e sereno. I passi solitari: l'eco di passi sul selciato, qualcuno che rincasa tardi, il passo felpato di un gatto ran...

La notte.

Il silenzio notturno in un piccolo paese di provincia italiana non è mai un vuoto assoluto: è una presenza viva, densa di echi, memorie e piccoli suoni che emergono solo quando il frastuono del giorno si spegne. Ecco come prende vita questo paesaggio notturno: 1. La dissoluzione del giorno e le prime ore della sera Il passaggio verso il silenzio inizia lentamente. Dopo il rito della passeggiata serale in corso o in piazza e la chiusura degli ultimi negozi, le luci delle botteghe si spengono una a una. Le voci dei bar si affievoliscono fino a diventare un mormorio indistinto. Le serrande abbassate risuonano come un ultimo battito metallico che sancisce la fine delle attività. Pian piano, i lampioni a luce calda proiettano ombre lunghe e solitarie sui vicoli acciottolati e sulle facciate invecchiate dei palazzi storici. 2. La tessitura acustica del silenzio Quando l'orologio supera la mezzanotte, il borgo si raccoglie in una quiete profonda, scandita da rumori rarefatti che ne amplif...

L'arte del piedino tra donne.

Il termine «fare il piedino» (in inglese play footsie, in francese faire du pied) indica un gioco di sguardi, ammiccamenti e contatto fisico leggero che si stabilisce sottobanco o sotto un tavolo tra due persone. Quando ci si riferisce al gioco tra donne (sia in ambito romantico/saffico, sia come intesa complice o giocosa tra amiche/partner), le dinamiche e le origini mantengono la stessa matrice culturale e sociale di questo gesto universale. 1. Origine del "fare il piedino" L'etimologia e la storia: Il concetto nasce dal linguaggio non verbale dell'intesa segreta. Nei contesti sociali formali ed etichettati (tra il XVIII e il XX secolo) in cui manifestare apertamente attrazione o complicità era sgradito o tabù, i piedi e le gambe nascosti dalla tovaglia diventavano il principale canale di comunicazione sotterraneo. L'origine del termine: In lingua inglese la locuzione "to play footsie" è attestata a partire dalla prima metà del Novecento (originariamen...

Domenica dopo la Sicilia.

Domenica 18 ottobre, prima colazione a La Croissanterie Lab dove ho salutato la gentile signora, proprietaria del locale a cui ho dedicato tempo fa un brano musicale da me composto. Ottobre continua a stupirmi. Questa settimana dopo il ritorno dalla Sicilia è già ricca, intensa. Questa domenica, 18 ottobre, è domenica di Maria Grazia. Giornata importante, giovedì 22 ottobre compleanno della mia signora, Maria Grazia; poi, il sabato di Maria Grazia, 24 ottobre. Settimana che mi vedrà protagonista di quattro notti sveglio, dalle 03:00 del mattino, in attesa del settimo conto alla rovescia del 2026. 

Il terzo viaggio.

Il terzo viaggio in Sicilia è terminato. Sono tornato a casa, con la valigia un po' più vuota e il cuore molto più pieno. Sono stati giorni belli pieni e intensi e notti bellissime, surreali, di quelle dove tutto è più bello e ogni attimo vale doppio. Tra musica, chiacchiere, risate e un po' di pubbliche relazioni, ho vissuto ogni istante con felicità. Ispirato da queste belle giornate ho creato due playlist dedicate alla mia signora Maria Grazia. Grazie a mia figlia Laura per questa sorpresa inaspettata, e grazie di cuore a tutti voi. Questo terzo viaggio in Sicilia nel 2026 resterà uno dei ricordi più belli.