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Visualizzazione dei post da agosto, 2026

31 agosto.

     È lunedì 31 agosto. Ultimo giorno del mese. Un agosto bello, intenso, pieno. Di quelli che restano addosso. Sono nel vivo di un conto alla rovescia: 7 alla partenza per la Sicilia. E questa giornata, l'ultima di agosto, la trascorrerò così come amo: in musica, lettura, scrittura, pubbliche relazioni e un bel film per chiudere. Poi caffè. E si riparte con le pubbliche relazioni, in chat, su WhatsApp. A tenere vive le connessioni. Il conto alla rovescia avanza, veloce. E il 3 settembre si ferma tutto per un giorno da festeggiare: il venticinquesimo di matrimonio, io e Maria Grazia. 25 anni. Un traguardo grande, nel vivo di un'attesa ancora più grande. Poi, dal 4 settembre, saranno gli ultimi giorni di un bellissimo conto alla rovescia iniziato il 28 luglio. Giorni in cui la musica e le pubbliche relazioni si intensificano, salgono, si fanno più forti, più vive. Fino al 6 settembre: ultimo giorno di conto alla rovescia e vigilia di partenza. Dal 2020 diversi sono i cont...

Il sabato di Maria Grazia.

29 agosto, nel pieno del mio conto alla rovescia. Stamattina avevo in scaletta il debutto del mio primo podcast: prove microfono, settaggi, test audio… tre ore di tentativi. Risultato? Nessuna registrazione. Problemi tecnici fuori dal mio controllo. Ho dovuto comunicarlo agli amici: oggi niente puntata. Ma il palinsesto della giornata resta ricco. Il conto alla rovescia per la Sicilia continua a trasmettere emozioni in diretta: musica, attesa, idee che frullano come jingle. La valigia è già pronta nella mente e questo sabato 29 agosto ha tutto per essere una giornata top. Stasera, poi, programmazione speciale: cena, Rai1 con un bel show musicale, e una notte surreale che promette ascolti altissimi nel cuore. E nel cast fisso della mia vita c’è lei, Maria Grazia: incredibile, dolcissima, unica. La presenza che rende ogni attesa più bella, ogni progetto più leggero. Il podcast tornerà presto in onda. Intanto ho canzoni da studiare, musiche da registrare, idee da mettere in produzione. I ...

L'attesa.

Venerdì 28 agosto, meno 9 alla partenza per la Sicilia. È una mattina che sa di attesa buona, di quelle che ti fanno respirare più lento. Tra un esperimento musicale e l’altro, preparo le tracce dei miei podcast di Radio Sole: piccoli frammenti di voce, idee, suoni che accompagneranno questo finale d’estate. C’è qualcosa di bello nel farlo adesso, mentre il conto alla rovescia tiene il ritmo. E mentre lavoro alle mie musiche, un pensiero va al sabato di Maria Grazia, il 29 agosto. Lei ha sempre un modo tutto suo di vivere il sabato, come se fosse un piccolo porto dove fermarsi, ricaricare, sorridere. E poi arriva il 3 settembre, il nostro venticinquesimo di matrimonio: un numero grande, pieno di vita, di passi, di giorni condivisi. Ci penso spesso in queste ore, come un faro che illumina il cammino verso la Sicilia. Dal 4 settembre iniziano gli ultimi giorni di un conto alla rovescia bellissimo. Ogni mattina avrà un sapore diverso, più intenso, più vicino alla partenza del 7 settembre....

Radio Sole.

La voglia di reinventarmi, di provare nuove esperienze e di non stare mai fermo, mi ha portato a inventare Radio Sole. Radio Sole è una radio virtuale, fatta da me per tutti gli amici iscritti nei miei gruppi WhatsApp e per tutti coloro che mi seguono qua e là. È un nuovo esperimento d'arte, un piccolo spazio tutto nostro fatto di chiacchiere, musica e compagnia. Gli ingredienti? Sono semplici: un pc portatile, delle cuffie con microfono, un programma per non vedenti, e tanta voglia di ridere, sorridere e divertirsi insieme in compagnia. Ho pensato a Radio Sole immaginandovi ascoltare tra una cosa e l'altra, mentre fate i mestieri, o mentre siete ai fornelli, o più semplicemente quando, tra un impegno e l'altro, trovate un momento durante la giornata per fermarvi e rilassarvi. Ecco, questa è Radio Sole. Una radio senza antenna, senza studio, senza orari. Va in onda quando ne ho voglia, quando ho una canzone da farvi sentire, una storia da raccontarvi, o semplicemente quando...

Musica per dire grazie alla vita.

29 maggio 1987. Inizia il mio viaggio in musica per gioia di vivere. 13 settembre 1987. Brutto incidente. Frattura della mano destra. 42 giorni di gesso. Tre mesi senza poter suonare e studiare. 7 ottobre 1987. Con il gesso ancora alla mano incontro una gentile signora e, chiacchierando con lei, compongo a tavolino due brani da lei ispirati. Da lì inizia la mia lunga scia di brani e scalette musicali per omaggiare, per dedicare una mia composizione a tutte quelle persone che io chiamo Angeli, che in un modo o nell'altro mi hanno aiutato in momenti particolari della mia vita. Non a caso, un anno dopo quell'incontro, il 7 ottobre 1988, avrei dato l'esame di quinto anno di pianoforte superandolo, promosso con i complimenti della commissione d'esame. E non è poco. All'inizio questo mio omaggiare, dedicare qualcosa a qualcuno e in particolare a donne, è stato visto, interpretato dagli altri, come un illudermi, infatuarmi di chissà quale donna o ragazza. Ma il mio unico f...

La luce.

Mi sto godendo un periodo davvero bello. C'è questo conto alla rovescia bellissimo che avanza, un giorno dopo l'altro, e già solo quello mi mette allegria. Ogni mattina è un meno che in realtà è un più. In questi giorni ho ripreso ad ascoltare alcuni podcast sui grandi della musica rock, storie, aneddoti, canzoni che hanno fatto epoca. Mi tengono compagnia, mi fanno stare bene. È un bel connubio, il countdown e la musica. Devo dire che è un momento a me favorevole come non mi succedeva dal 2018. Mi sento più leggero, più sereno, più ottimista. Le cose girano per il verso giusto e finalmente me ne accorgo. Ed è ancora più bello vivere tutto questo alle cinque del mattino, nel vivo di questo conto alla rovescia, con accanto mia moglie, la dolcissima Maria Grazia. È proprio alle cinque del mattino che capisco quanto sono fortunato. Fuori è ancora tutto fermo, la giornata deve ancora iniziare per tutti, e invece io sono già qui, sveglio, con il mio countdown in testa e una storia r...

La felicità.

È il 25 agosto, alle 04:00 del mattino, una cioccolata calda, il computer acceso, le cuffie, con mia moglie accanto a me dolcissima, due chiacchiere, e sono pronto per scrivere sul mio blog e ascoltare la musica, mentre il nuovo giorno inizia a pulsare. È il 25 agosto e il mio conto alla rovescia è a meno 11; mi basta tutto questo per dire sono felice. Fuori è ancora buio, Chiuduno dorme. Dentro c'è solo il ronzio leggero del computer, il profumo della cioccolata e le note basse in cuffia. La tazza è calda tra le mani, la playlist gira lenta. Scrivo due righe, poi mi fermo ad ascoltare. Il giorno non ha fretta di iniziare e nemmeno io. Meno 11. Tutto quello che mi serve è già qui. E penso che la felicità a volte è proprio questo: le 04:00, una luce accesa, una canzone che conosci a memoria, e sapere che tra poco tutto si mette in moto. Intanto mi godo il silenzio, prima che inizi il rumore. Tra poco il cielo su Chiuduno inizierà a schiarire, passerà la prima macchina, si accenderà ...

Una notte a Parzanica: monologo d'arte.

Monologo d'arte: Una notte a Parzanica. Ispirato da mia moglie Maria Grazia creo una playlist: Una notte a Parzanica, paese dove abita l’amica, la gentile signora Manuela. Complice le canzoni degli Scorpions: una festa paesana, agosto, bella serata, bella atmosfera, tra montagna e il lago di Iseo. Pizza, patatine, cotechini e costine alla brace. A un tavolo Manuela e Maria Grazia, pizza, patatine, cotechini e costine alla brace. A metà serata, mentre si ride e si parla, parte quel loro piedino innocente: un colpetto sotto il tavolo, Manuela che sfiora Maria Grazia per scherzo, Maria Grazia che risponde ridendo, e le due che si guardano come per dire che la serata può scorrere leggera. Tra una portata e l’altra si ballano le canzoni degli Scorpions, si ascoltano le canzoni degli Scorpions, e tra una chiacchiera e l’altra si ride e si canta fino a tardi, con la festa che va avanti fino a notte fonda. Questa è una situazione che potrebbe realizzarsi veramente. 

Una scaletta spirituale.

*Una scaletta spirituale* Dopo aver cantato di tutto e di più, canzoni facili e difficili, ma sempre con un solo fine: dire qualcosa a tutti o a qualcuno, raccontare alla gente la mia felicità, la gioia e la voglia di vivere. Dal 2016, quando la mia patologia connessa alla cecità si è aggravata e non sono più stato benissimo, la mia vita è progressivamente cambiata. Poi, l'8 agosto del 2020 sono andato in pensione. E mentre reinventavo la mia vita, condizionata da continui mal di testa e dolori alle cavità oculari, ho reinventato anche il mio modo di fare musica. Dapprima mi sono dedicato solo ed esclusivamente alla musica, poi un bel giorno ho pensato: dopo tanti anni di canto, le strade sono due: smettere di cantare o cantare canzoni di toni bassi o riabbassate. Così ho optato per la seconda soluzione. Ebbene, si è rivelata una bella sorpresa, un bel viaggio in musica ma non solo. Dopo essermi divertito per molto tempo a creare cover musicali, ho messo insieme un bel po' di c...

Evviva la pioggia, monologo d'arte ad essa ispirata.

Questa mattina finalmente, dopo tanto caldo è tornata la pioggia ed ecco un monologo d'arte ad essa ispirato: Fuori piove forte, una pioggia che batte sui marciapiedi e costringe la gente a correre verso il primo riparo. Tre donne entrano in un bar, un po’ infreddolite, un po’ bagnate, con quell’aria di chi cerca calore più che asciutto. Si tolgono le scarpe quasi senza pensarci, per asciugare i piedi, per stare comode, per sentirsi al chiuso davvero. Scalze, si sistemano attorno a un tavolino vicino alla vetrata, mentre il bar profuma di caffè appena fatto. Il barista porta tre tazze fumanti. Le donne avvicinano le mani al calore, sorridono, si rilassano. Fuori la pioggia continua a cadere, ma dentro c’è un silenzio morbido, un piccolo rifugio. E sotto il tavolo, quasi per caso, parte un piedino innocente. Un tocco leggero, di quelli che nascono senza intenzione: un piede che sfiora l’altro mentre si sistema, un sorriso che segue quel contatto. Nessuna malizia, solo gioco, condivi...

L'attesa.

*Mancano 16 giorni alla partenza per la Sicilia* 🌊☀️ Il conto alla rovescia è scattato il 28 luglio.   Da lì sedici albe che ci separano dal mare,   sedici caffè bevuti con la valigia già mezza fatta nella testa.   Sedici volte in cui penseremo: "manca poco". Eppure, dal 28 luglio ad oggi, fra un evento e l’altro il tempo è volato.   Tra impegni, risate, cose da fare e cose da pensare,   i giorni sono scivolati via senza far rumore. Un giorno eravamo a fare i piani, quello dopo già a metà strada.   Tra commissioni, chiacchiere nel gruppo *"Scalze"*, e la lista che si allunga,   non ce ne siamo neanche accorte. Tra 16 giorni odore di salsedine, granita la mattina,   piedi scalzi sulla sabbia e quella luce che solo lì ha.   Ogni giorno in meno è un giorno in più di voglia.   E adesso che il conto alla rovescia corre davvero,   lo sentiamo: la Sicilia è dietro l’angolo. 

L'arte infinita.

L’origine del "piedino tra donne" Il "piedino tra donne" non ha una data di nascita scritta da nessuna parte. È una di quelle cose nate tra amiche, per gioco e complicità. Nasce dalla leggerezza.   È un modo di dire affettuoso che viene dal togliersi le scarpe, stare scalze, stare comode. Quando tra donne si crea quel clima di fiducia, ci si "scalza" anche nel carattere: più sincere, più libere di ridere e chiacchierare. Nasce dal gioco e dalla danza popolare.   Nelle feste di piazza, nelle cene tra amiche, nei balli tradizionali senesi e toscani capita spesso di improvvisare. Il "piedino" è quel passetto, quel toccarsi la punta del piede ridendo, quel fare le linguacce danzando insieme. Niente di malizioso: è puro divertimento, sintonia e ritmo condiviso. Nasce come omaggio alla femminilità.   Il piede scalzo, da sempre, è stato visto come simbolo di naturalezza, eleganza e libertà. "Tra donne" diventa un rito tutto nostro: ci si guard...

La notte.

È la notte di mercoledì 19 agosto.   Il mio conto alla rovescia è a meno 17. Terminerà il 6 settembre. Da quando ho cominciato questo conto alla rovescia, il terzo del 2026, ho trascorso belle giornate. Soprattutto giornate felici e tranquille.   E i giorni sono volati, resi ancora più belli da eventi in tv, trasmissioni musicali e dal Palio di Siena che per tre giorni mi ha tenuto in trepidante attesa. Dopo due rinvii per pioggia, il terzo giorno il Palio si è corso.   Un Palio molto particolare, con una mossa complicata ma affascinante.   Palio vinto dalla Contrada del Nicchio, per la gioia dei contradaioli. Sono contento perché nei giorni di conto alla rovescia che rimangono vivrò ancora delle belle giornate.   Nel bel mezzo di questo conto alla rovescia, il 3 settembre, ci saranno i 25 anni di matrimonio: io e la Regina Maria Grazia.   Un evento che renderà ancora più bello e particolare questo percorso verso il 6 settembre...

La sfiga.

Dopo il *secondo rinvio del Palio per pioggia* a Siena succede così: La decisione spetta al Comune, sentiti i Deputati della Festa e i Capitani delle 10 contrade.  Se anche il giorno dopo piove e il tufo è ancora impraticabile, il Palio viene posticipato ancora fino a quando le condizioni lo permettono. È raro, ma può succedere: nel 2026 il Palio di Provenzano è stato rinviato per 3 anni consecutivi. L’ultimo doppio rinvio era stato nel 1979. Come cambia la giornata: - Corteo Storico: di solito non viene ripetuto. Se è stato fatto il giorno previsto e poi è piovuto, il giorno del recupero si salta. Al massimo si fa solo la "sbandierata della vittoria" e l’uscita dei cavalli dall’Entrone. - Orario: si corre appena possibile, spesso la sera intorno alle 19. L’allineamento ai canapi resta quello già stabilito. - Città in "sospensione": i contradaioli restano con il fiato sospeso altre 24h, i cavalli rimangono nelle stalle delle contrade un giorno in più. L’attesa aumen...

Un viaggio nei ricordi.

Ho seguito lo speciale su Pippo Baudo, si è rivelato per me un viaggio nei ricordi e nei miei ricordi, in particolare i miei anni 80, TEMPO NEL QUALE ERO già accompagnato dalle canzoni di Franco Battiato, mi piacevano le donne scalze ma, all'epoca erano in pochissimi a saperlo, anni bellissimi, sereni, e sempre con la mia gioia di vivere, voglia di vivere, il tempo in cui i miei sabati sera, quasi tutti erano wow, componevo musica, studiavo musica, cantavo, era il tempo in cui mettevo già le cose in chiaro, mettevo dei paletti, la scuola era una cosa, la mia vita, musica compresa, era un'altra cosa, e sarebbe stato questo particolare qualche anno più tardi, a fare la differenza, ed'è così, che sarei andato lontano, molto lontano nella vita. Poi sono andato lontano. Con la voglia e la gioia di fare musica a modo mio, per come la sentivo dentro, senza imposizioni e senza costrizioni. Ho seguito la mia strada, quella che mi cantava in testa da sempre.  E nel mezzo, la vita. Ta...

Le donne senesi.

*Cosa fanno le donne senesi con il Palio rinviato* Quando il Palio viene rinviato per pioggia e in Piazza del Campo esce la bandiera verde, le donne senesi trasformano l'attesa in un altro momento di festa e comunità. *1. Rientro in contrada*  La prima tappa è sempre la sede. Ci si ritrova con le altre contradaioli, si commenta il rinvio, si beve e si mangia insieme. È il momento in cui si fa gruppo, si carica il morale e si aspetta il giorno dopo. *2. Passeggiata "a piedino"*  Con l'adrenalina ancora alta, molte scendono in centro. Sotto i portici di Banchi di Sotto, in Piazza, o nelle vie della propria contrada. È l'occasione per chiacchierare, fare un aperitivo e tenere vivo lo spirito del Palio anche fuori dalla pista. *3. Preparativi e rituali*  Il rinvio non ferma i preparativi. Si ricontrollano i fazzoletti, si riassettano le monture, si ripassano i canti. L'attesa di 24 ore aumenta la tensione e la voglia di rivincita. *4. Serata tra donne*  Cena in co...

Siena 16 agosto 2026.

Il 16 agosto 2026 a Siena il Palio dell’Assunta non si è corso. Nel primo pomeriggio un forte acquazzone ha reso il tufo troppo bagnato e pericoloso. Il Comune ha esposto la bandiera verde alle trifore di Palazzo Pubblico, segnalando il rinvio ufficiale della corsa. Il Corteo Storico è stato annullato e la piazza è stata fatta sgomberare sotto la pioggia. La Carriera è stata rimandata al 17 agosto. 

Notti surreali.

. --- La sera prima del Palio la città si trasforma lentamente, come se un velo antico scendesse sulle strade. Le contrade si radunano per le cene della prova generale, tavolate che sembrano non finire mai, illuminate da lampadine appese ai fili, con il profumo della carne arrostita che si mescola al vino rosso versato senza risparmio. Le voci si sovrappongono, si parla del cavallo, del fantino, delle speranze, delle paure, delle alleanze che potrebbero cambiare all’ultimo istante. Ogni gesto è rituale, ogni parola pesa. Le bandiere appese alle finestre ondeggiano leggere, come se ascoltassero. Quando le cene terminano, la città non si spegne. I vicoli restano pieni di passi, di gruppi che camminano piano, senza fretta, come se volessero prolungare quell’attesa. Le contrade rivali si incrociano, si osservano, si ignorano, si provocano con un sorriso appena accennato. La Piazza del Campo, già pronta per la corsa, appare come un enorme cuore che batte piano. Le luci delle case si riflett...

Tutto passa.

Quando nella sera di Ferragosto scende la notte, l’aria si fa più lenta, più morbida, come se il caldo del giorno si ritirasse piano lasciando spazio a un silenzio pieno di vita. Le luci delle case si accendono una dopo l’altra, i falò sulle spiagge diventano punti rossi nel buio, e le voci si mescolano al profumo di legna, anguria e vino fresco. La notte non arriva di colpo: scivola. Prima un blu profondo, poi il nero che avvolge tutto senza spaventare. È un buio che invita, che raccoglie le persone attorno ai tavoli, alle sedie pieghevoli, alle coperte stese sull’erba. I bambini corrono con le torce luminose, gli adulti parlano più piano, qualcuno mette musica che arriva da lontano come un’eco. E mentre il cielo si riempie di stelle, Ferragosto diventa una promessa: che l’estate è ancora qui, che la notte può essere lunga, che domani non serve correre. La mezzanotte si avvicina senza che nessuno se ne accorga. Le risate diventano più morbide, i discorsi più sinceri. Qualcuno racconta...

Monologo d'arte

Sulla spiaggia dell’Isola d’Elba, Maria Grazia e Valentina continuavano il loro piedino con naturalezza, sedute vicine sotto l’ombrellone azzurro. La sabbia era tiepida, il mare faceva un rumore morbido, e ogni tocco dei loro piedi diventava un piccolo gesto di amicizia. Valentina affondava il piede nella sabbia e lo sollevava piano, lasciando cadere qualche granello sul piede di Maria Grazia. Maria Grazia rispondeva con un tocco leggero, e ridevano come ragazzine. Il piedino era un gioco tra amiche, un confronto sereno, una condivisione femminile. Le onde arrivavano vicine, quasi a voler partecipare, e ogni tocco sembrava dire: “Sto bene qui con te.” Il piedino continuò lento, poi veloce, poi più creativo, come una piccola coreografia estiva, innocente e spontanea, tutta femminile. 

Monologo d'arte ispirato al palio di Siena.

La sera prima del Palio Siena cambia pelle. Le contrade sono già accese da giorni, ma quella sera il fermento diventa un respiro collettivo. Le cene della prova generale riempiono le strade: tavolate lunghe, piatti che passano di mano in mano, vino che scioglie le tensioni. Le donne delle contrade, sedute vicine, parlano fitto del cavallo, del fantino, delle speranze. Ogni tanto, sotto il tavolo, un piedino scherzoso sfiora quello dell’amica, un gesto di complicità e scaramanzia che fa sorridere senza farsi notare. Quando la cena finisce, Siena non si spegne. Le luci restano accese, i vicoli pieni. Le donne camminano insieme, braccetto, commentando ogni dettaglio della giornata. Qualcuna, seduta sul bordo di una fontana, allunga il piede nudo verso l’amica che le è accanto, sfiorandole la caviglia per farla ridere. È un gesto di confidenza, un piccolo rito che appartiene alla sorellanza delle contrade. La Piazza del Campo, vuota e pronta per la corsa, sembra ascoltare tutto. La notte a...

Per riflettere.

--- Succede sui social come nella vita reale: persone che ti cercano, ti aggiungono, ti salutano, ti sorridono. Parte quell’incantesimo strano, quella scintilla che ti fa pensare “ok, forse qui nasce qualcosa”. Un interesse, una curiosità, un filo che si intreccia. Poi, all’improvviso, senza un motivo che abbia un senso, l’incantesimo si spezza. Non un litigio, non un malinteso, non un gesto sbagliato. Solo silenzio. Tu scrivi, loro non rispondono. Tu provi a capire, loro spariscono. E la cosa più assurda è che non c’è nemmeno un perché da inseguire: semplicemente ti ignorano. È vero, ognuno è libero di fare ciò che vuole, ci mancherebbe. Nessuno è obbligato a restare, a parlare, a spiegare. Ma c’è una cosa che non passa mai di moda, né online né fuori: il rispetto. Quella piccola, grande forma di educazione che non costa nulla, ma che fa la differenza. Perché chiudere una porta è legittimo, farlo sbattendola in faccia agli altri è solo mancanza di stile. E la cosa più curiosa è che qu...

Monologo d'arte, per vincere il caldo.

Fa caldo, molto , troppo caldo. Allora la mente corre dove il sorriso nasce da solo: una piscina, l’acqua fresca che invita, e un gruppo di amiche che si godono quel refrigerio come un piccolo rito estivo. Le amiche nuotano lente, poi qualche tuffo, spruzzi leggeri, risate che scivolano nell’aria bollente. Una musica dolce arriva come un soffio, quasi un vento che non c’è, e tutte si lasciano accarezzare dall’acqua fredda, gli occhi chiusi, un sospiro di sollievo che scioglie il caldo e accende un sorriso complice. La musica continua, guida, ispira. Parte una piccola coreografia spontanea: in acqua i piedi delle amiche si incontrano, si sfiorano, si cercano. È un momento divertente, leggero, il piedino tra donne che diventa gioco, disegno, figura. Le loro gambe tracciano forme nell’acqua, piccoli cerchi, linee, intrecci che sembrano creati apposta per celebrare la freschezza che finalmente vince sull’afa. Ora è l’acqua la vera complice: fresca, brillante, quasi luminosa sotto il ciel...

Monologo d'arte:la musica rock e l'arte del piedino tra donne.

Nel salone luminoso di Maria Grazia, quella mattina, le Amiche del caffè erano arrivate una alla volta, portando con sé il loro solito carico di sorrisi e piccole magie quotidiane. Delfina con una torta alle pesche, Ivonne con un mazzo di fiori, Luisa con un paio di storie buffe, Loredana con la sua energia contagiosa, e poi le altre: Nadia, Cristina, Simona e tutte le altre, pronte a trasformare un semplice incontro in un momento speciale. Si sedettero attorno al grande tappeto chiaro, il “cerchio delle idee”, che ormai era diventato il loro piccolo palco personale. E come sempre, senza nemmeno pensarci, i loro piedini si sfiorarono, si cercarono, si salutarono con quella naturalezza che solo l’amicizia sa creare. Un tocco leggero, un incrocio buffo, un piccolo gesto che faceva ridere tutte. «Ogni volta i piedini iniziano prima di noi» disse ridendo Nadia.   «Sono più veloci a fare amicizia» aggiunse Cristina.   «E più sinceri» concluse Simona, muovendo il suo piedi...

La potenza della musica.

Significa vivere la musica rock come un rito: ascoltare non è solo mettere su dei brani, ma entrare nell’energia del live; creare una playlist di musica rock live vuol dire costruire una sequenza che cresce, si accende, esplode; nel vivo di un bel conto alla rovescia aggiunge la tensione, l’attesa, il brivido prima dell’impatto. In sintesi: vuol dire preparare un momento che parte piano, si carica, e poi ti travolge come se fossi sotto palco. È come se ogni brano fosse un gradino: sali, senti il pubblico che si accende, le chitarre che scaldano l’aria, la batteria che pulsa sotto i piedi. Il countdown scorre, ma non è un timer: è un invito. Ti dice “preparati”, ti dice “sta per succedere”, ti dice “sei dentro”. E quando mancano pochi secondi, la playlist è già diventata un piccolo palco immaginario: le luci si abbassano, il pubblico mormora, la tensione vibra. Allo zero, il pezzo parte e ti investe. Non stai più ascoltando: stai partecipando. Significa che quel conto alla rovescia non ...

Monologo d'arte.

Delfina, Ivonne, Luisa e Loredana erano sedute in cerchio a ridere come bambine mentre giocavano al loro buffo “piedino delle amiche”, un gioco innocente fatto di sfioramenti, risatine e piedi che si muovevano come ninja fuori controllo. Ognuna aveva la sua tecnica: Delfina fulminea, Ivonne già piegata dal ridere, Luisa che cercava invano di restare seria e Loredana che fingeva calma per poi colpire a sorpresa. All’improvviso la porta si aprì: entrò Maria Grazia, che si trovò davanti quattro donne con i piedi intrecciati e le facce congelate in pose assurde. Dopo un secondo di silenzio disse: “State facendo yoga… o una seduta spiritica dei piedi?” e scoppiarono tutte a ridere. Senza capire le regole, infilò il piede nel cerchio e annunciò: “Io gioco così, poi mi spiegate!”, mandando il gruppo nel caos più divertente della giornata. 

Monologo d'arte.

Una notte sul Lago d'Iseo Sono le 23:00.   L’aria di Sarnico è calda e profuma di lago.   Il molo è quasi deserto, solo il suono dell’acqua che batte piano contro le barche. Io e la mia signora.   La Regina Maria Grazia, scalza e con un vestito leggero che si muove col vento.   Mi sorride e mi tende la mano: “Andiamo?” Salpiamo.   Inizia la nostra navigazione notturna.   Da Sarnico a Iseo e ritorno. Il motore fa poco rumore, il lago è una lastra nera che riflette la luna e le prime stelle.   Le luci dei paesi scivolano sull’acqua: Paratico, Predore, Tavernola… e poi in lontananza Iseo che brilla.   Niente fretta. Solo il fruscio dell’acqua sotto la barca e le nostre voci basse. La Regina Maria Grazia si siede a prua, i capelli sciolti, gli occhi puntati su Monte Isola.   Io guido piano, ogni tanto la guardo.   Questa notte sa di libertà, di silenzio e di noi due. Arriviamo a Iseo. La riva...

Monologo d'arte.

È un pomeriggio d’agosto, caldo e pigro.   Siamo sedute in cerchio sul terrazzo, piedi nudi e sandali messi da parte.  *Delfina* e *Cristina* chiacchierano animate, bicchiere di limonata in mano. Ogni tanto si incrociano i piedini per gioco: Delfina allunga il piede e sfiora con le dita quello di Cristina, che scoppia a ridere e glielo restituisce con un colpetto birichino.   Tra una storia e l’altra si fa gara a chi ha lo smalto più estivo. Corallo per Delfina, pesca per Cristina. I piedini scalzi si rincorrono sull’erba sintetica, un tira e molla di chiacchiere e risate. A metà frase, si apre il cancello.   *Sorpresa.*   Arrivano *Maria Grazia* e *Loredana*, con borsa a tracolla e occhiali da sole ancora sul naso. Maria Grazia entra e fa subito: “Ma che bella assemblea scalza!”   Loredana si siede di peso sulla sdraio libera, si toglie i sandali e allunga subito i piedi: “E io che pensavo di arrivare tardi alla festa”. In un attim...

Una bella giornata.

Come ogni mese da qualche tempo, in questa calda giornata di Agosto, sono tornato nel bresciano.   E come sempre, mentre mia moglie e mia figlia erano impegnate a fare la spesa, io mi sono seduto al bar del centro commerciale Tosano. Un caffè, un po’ di musica su Spotify con le cuffie, uno spazio tutto mio per rilassarmi.   Poi, mentre mi divertivo ad ascoltare le chiacchiere delle signore sedute ai tavolini vicino a me, ho provato *Gemini*, una app per smartphone. Sono entrato nell’app, ho attivato l’assistente vocale in *Gemini Live*, poi ho attivato la fotocamera della stessa e mi sono divertito ad ascoltare le descrizioni di Gemini di tutto ciò che la fotocamera inquadrava intorno a me e più in là.   Ebbene sì, si è rivelato un momento per me molto bello e divertente.   C’era il bancone del bar con dietro la signora bionda che preparava i caffè, bibite fresche e gelati per i clienti. E poi i tavolini di fronte a me, dove c’erano sedute delle p...

Monologo d'arte.

CONTO ALLA ROVESCIA: ESTATE ETERNA CON LE AMICHE DEL CAFFÈ COMUNICATO STAMPA UFFICIALE   Attenzione attenzione, da oggi nel gruppo "Le amiche del caffè" entra in vigore l'orario estivo:   Caffè ore 9.00 - Chiacchiere obbligatorie   Caffè ore 11.00 - Pettegolezzi di qualità   Caffè ore 16.00 - Risate terapeutiche   Caffè ore 21.00 - Conto alla rovescia musicale   Assenza ingiustificata = 1 giro di brioche + 1 spritz a carico dell’assente.   Firma: Le Moderattrici Piedino PARTENZA CONTO ALLA ROVESCIA   Mettete le infradito, alzate il volume e via!   Dai 20 ai 10: riscaldamento con Despacito, I’m Good, Aserejé, Can’t Stop the Feeling, Waka Waka   Dai 9 ai 5: si balla forte con Blinding Lights, Macarena, Wake Me Up, Dancing Queen, Happy   Top 4: lacrime di nostalgia con Ti Amo - Umberto Tozzi... perché l’estate senza Tozzi non è estate. Ti amo, ti amo... e subito dopo 50 Special, Ab...

Quando scende la notte la domenica sera.

*Quando scende la notte di domenica sera* Scende piano. Senza bussare.   Come una coperta che ti mettono sulle spalle quando non te ne accorgi. ### Come è *Il cielo*   Perde il rosa dell’ultimo tramonto.   Diventa prima blu scuro, poi nero.   Escono le prime stelle, timide.   La luna, se c’è, fa da lampione. *L’aria*   Cambia odore.   Non è più caldo di asfalto e sole.   È più fresca. Sa di casa aperta, di cena finita, di bucato steso.   E porta con sé quel filo di malinconia che solo la domenica sera sa avere. *I suoni*   Si abbassano.   Le macchine sono meno.   Resta il rumore lontano di un televisore,   una porta che si chiude,   un cane che abbaia due volte,   e il silenzio tra una parola e l’altra. *Le luci*   Si accendono una a una.   Finestre gialle. Balconi spenti.   Il lampione davanti a casa che fa u...

Un sogno nel cassetto, un regalo alla mia signora, la Regina Maria Grazia.

*Circumnavigazione della notte - Genova 23:30 → Genova 18:00*   _Io e la Regina Maria Grazia, a piedi scalzi_ ### *23:30 - Salpiamo dal Porto di Genova* Le luci della città sono ancora accese. La Lanterna ci guarda da lontano.   Le cime si mollano piano. Il motore fa un suono basso, poi il silenzio.   Solo noi due. E il mare del Ligure davanti. Maria Grazia è scalza sul ponte.   "Regina" la chiamo così stanotte, perché comanda lei il mare.   I piedi nudi toccano il teak ancora caldo.   "Pronta?"   "Da sempre" risponde lei. Genova si allontana. Le case diventano puntini.   Parte il conto alla rovescia della notte. ### *00:00 - 03:00 - Mar Ligure aperto* Buio vero. Nero d’inchiostro.   Sopra di noi un cielo pieno che in città non si vede mai.   La barca dondola piano. Le onde fanno _ciuf ciuf_ sulla prua. Siamo a piedi scalzi, seduti a poppa, spalle contro spalle.   Una coperta su...