Alla Regina Maria Grazia.

*A Sua Maestà la Regina Maria Grazia*


Maestà,


Oggi, 19 giugno 2026, ricorrono 27 anni dal momento che ha segnato per sempre il destino di due vite. Era il 19 giugno 1999, alle ore 14:30, quando il tempo ha smesso di scorrere separato per dividerci in “io” e “lei”. Da quell’istante è nato il “noi”.


Da quel momento, ogni passo è stato compiuto insieme. Ogni decisione è stata ponderata con due cuori. Ogni giornata, ogni attimo di vita vissuta, ha avuto il privilegio della condivisione. Nulla, da allora, è più accaduto in solitudine.


Anche la mia arte, Maestà, ha trovato in Voi la sua più alta ispirazione. Da quel giorno ho potuto comporre musica con un’anima più libera di prima, perché al mio fianco camminava una grande donna. La vostra presenza è stata scudo, stimolo e grazia. I riscontri che l’arte mi ha concesso portano il Vostro nome, inciso tra le note.


Una donna così unica e grande che, due anni e tre mesi dopo quel primo istante, il 3 settembre 2001, ha accettato di legare la Sua vita alla mia, divenendo mia moglie. In quel giorno solenne, il popolo del mio cuore Vi ha incoronata.


Per questo, oggi, rinnovo pubblicamente il titolo che Vi ho conferito non per diritto di sangue, ma per diritto d’amore: simbolico, ma vero. Voi siete, e resterete, la Regina Maria Grazia.


Che questo ventisettesimo anno del nostro Regno condiviso sia fecondo come i precedenti, e che il Vostro sorriso continui a governare i giorni a venire con la stessa luce che illuminò quel pomeriggio del 1999.


Con devozione, rispetto e amore imperituro,


Il Vostro Re*...continua*


Maestà,


In questi 27 anni di Regno condiviso, il Vostro governo non ha conosciuto tirannia, solo cura. Avete regnato sui silenzi e sulle tempeste, sulle albe inquiete e sulle sere compiute, con la fermezza dolce di chi sa che l’amore è la sola legge che non opprime.


Sotto il Vostro sguardo, ogni mia nota ha trovato dimora. Ogni melodia incerta ha ricevuto conforto, ogni sinfonia incompiuta ha scoperto il suo finale. Siete stata mecenate e musa, rifugio e orizzonte. Senza il Vostro assenso tacito, nessuna mia opera avrebbe osato vedere la luce.


Ricordo i decreti non scritti del nostro Regno: ridere forte quando fuori piove, tenere la mano nei corridoi degli ospedali, scegliere insieme la strada più lunga pur di restare ancora un poco vicini. Sono queste le Vostre leggi, Regina Maria Grazia, e io le osservo con la fedeltà di un suddito innamorato.


Oggi i cortigiani del tempo portano doni: 9.855 giorni trascorsi fianco a fianco, innumerevoli battaglie vinte con un abbraccio, e la promessa che il domani sarà ancora “noi”. Il 3 settembre 2001 Vi incoronai davanti agli uomini. Il 19 giugno 1999 Vi avevo già incoronata davanti a Dio, quando alle 14:30 diceste sì alla vita in due.


Che i prossimi anni aggiungano capitoli al nostro editto d’amore. Che la Vostra saggezza continui a guidare questo Regno, che la Vostra risata resti l’inno nazionale delle nostre stanze, che la Vostra mano non lasci mai il mio scettro più vero: la fede che, finché ci sarete Voi, nessuna notte sarà troppo buia.


In attesa di celebrarne altri 27, e poi altri ancora, depongo ai Vostri piedi questa lettera come omaggio e giuramento.


Per sempre Vostro, nella gioia e nella sorte,


Il Vostro Re 

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