Monologo, Il mio sabato del villaggio.

    Il mio sabato del villaggio, un giorno di festa con la mia signora Maria Grazia!


Comincia tutto al nascere del nuovo giorno, con il profumo di caffè che si sprigiona nell'aria, la tavola imbandita di biscotti, pasticcini e torte per la prima colazione. La taverna si anima con l'arrivo delle amiche invitate alla festa, arrivano e ad una ad una, si mettono comodamente scalze... e così comincia la festa!


La prima colazione è un momento di gioia, chiacchiere gioiose, risate, sorrisi, spensieratezza. E poi il pranzo, la tavola è imbandita di piatti vari, antipasti, primi, secondi, e poi frutta e poi i dolci e il caffè.


Il pomeriggio è un susseguirsi di musica, balli, canzoni vecchie e nuove, l'atmosfera è allegra e spensierata perchè, il bello deve ancora venire! E così, mentre scende la sera, ci si organizza per imbandire la tavola per la cena: pizze, focacce, panini vari, carne alla brace e del buon vino.


La serata entra nel vivo tra piatti gustosi, chiacchiere, ricordi e momenti di bella nostalgia per i bei tempi andati. E mentre il tempo passa, termina la cena a tarda sera e ci si prepara ad accogliere la notte che, mentre scende, rende la festa ancora più bella e surreale.


E poi, il momento più bello: le signore donne si lasciano avvolgere dal silenzio notturno e cominciano di nuovo a chiacchierare a voce bassa, come per non rompere il silenzio così bello e surreale. E in questo silenzio, la signora Maria Grazia e le sue amiche sono protagoniste di un momento umano e d'arte spirituale bella, divertente, giocosa... il piedino tra donne!


Mentre la notte scende e il silenzio si fa più profondo, le signore donne si siedono in cerchio, i piedi scalzi e le facce illuminate solo dalla luce soffusa delle candele. E comincia il gioco: il piedino tra donne, un rituale antico e misterioso, fatto di risate, di scherzi e di confidenze.


La signora Maria Grazia è la prima a iniziare, con un sorriso malizioso e un luccico negli occhi. Il suo piede si muove con grazia, sfiorando quello della sua vicina, che si ritrae con un gridolino di sorpresa. E poi, il gioco si scatena: i piedi si intrecciano, si sfiorano, si rincorrono, in un turbinio di risate e di scherzi.


Le donne si divertono, si lasciano andare, e il loro piedino diventa un linguaggio segreto, un modo di comunicare senza parole. E mentre il gioco continua, l'atmosfera si fa sempre più elettrica, le risate si fanno più forti, e il silenzio della notte si riempie di vita.


E poi, ad un tratto, il gioco si ferma. Le donne si guardano, sorridendo, i piedi ancora intrecciati. E in quel momento, c'è solo la complicità, l'amore e la gioia di essere donne, insieme, in quel momento magico.


E poi, l'alba del giorno successivo...


La notte si è consumata lentamente, e il primo chiarore dell'alba comincia a illuminare il cielo. Le donne si alzano, stanchissime ma felici, e cominciano a raccogliere i resti della festa. La taverna è un campo di battaglia, con piatti e bicchieri sparsi ovunque, ma le donne non si curano di nulla, sono troppo felici per preoccuparsi del disordine.


La signora Maria Grazia si avvicina alla finestra e apre le tende, lasciando entrare la luce del mattino. E in quel momento, la stanza si riempie di un chiarore dorato, e le donne si guardano, sorridendo.


"È stato il sabato più bello della mia vita", dice una di loro.


"Anche per me", risponde un'altra.


E così, con un ultimo abbraccio, le donne si salutano, e la festa si conclude. La taverna torna silenziosa, ma il ricordo di quella notte magica resterà per sempre nel cuore delle donne. 

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