La notte.

È la notte di mercoledì 19 agosto.  

Il mio conto alla rovescia è a meno 17. Terminerà il 6 settembre.


Da quando ho cominciato questo conto alla rovescia, il terzo del 2026, ho trascorso belle giornate. Soprattutto giornate felici e tranquille.  

E i giorni sono volati, resi ancora più belli da eventi in tv, trasmissioni musicali e dal Palio di Siena che per tre giorni mi ha tenuto in trepidante attesa.


Dopo due rinvii per pioggia, il terzo giorno il Palio si è corso.  

Un Palio molto particolare, con una mossa complicata ma affascinante.  

Palio vinto dalla Contrada del Nicchio, per la gioia dei contradaioli.


Sono contento perché nei giorni di conto alla rovescia che rimangono vivrò ancora delle belle giornate.  

Nel bel mezzo di questo conto alla rovescia, il 3 settembre, ci saranno i 25 anni di matrimonio: io e la Regina Maria Grazia.  

Un evento che renderà ancora più bello e particolare questo percorso verso il 6 settembre.


Ogni giorno che passa sento che il tempo ha un sapore diverso.  

Non è solo attesa, è gratitudine per ciò che è stato e per ciò che verrà.  

Le serate d’estate si allungano, e con loro anche i pensieri buoni.  

Penso a quanto cammino abbiamo fatto in questi 25 anni: risate, sfide, silenzi complici, e la certezza di esserci sempre l’uno per l’altra.


Mancano 17 giorni alla fine del conto alla rovescia, e tra 15 giorni festeggeremo un quarto di secolo insieme.  

Il 3 settembre sarà il cuore luminoso di questo cammino.


E quando il conto alla rovescia sarà terminato, il 6 settembre, il giorno dopo ci attende un altro inizio:  

la partenza per la Sicilia, il 7 settembre.  

Un viaggio che chiuderà questo periodo di attesa e ne aprirà uno nuovo, fatto di mare, luce e tempo da vivere insieme.


Così questo conto alla rovescia racchiude tre momenti:  

il Palio che ha acceso l’attesa, i 25 anni che ne sono il centro, e la Sicilia che ne sarà il dono finale.


Adesso conto i giorni con calma.  

Non ho fretta di arrivare al 6, perché so che ogni giorno che precede è già un regalo.  

Un caffè in più preso con serenità, una telefonata in più, un tramonto in più da guardare.


Immagino già il 3 settembre: le mani che si stringono, lo stesso "sì" di 25 anni fa, e negli occhi la consapevolezza che ne valeva la pena.  

Immagino il 7 settembre: le valigie, il profumo del mare, e la sensazione di staccare per davvero, di ricominciare.


Fino ad allora, meno 17.  

E va bene così.  

Perché quando l’attesa è bella, anche il conto alla rovescia diventa festa. 

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