La felicità.

È il 25 agosto, alle 04:00 del mattino, una cioccolata calda, il computer acceso, le cuffie, con mia moglie accanto a me dolcissima, due chiacchiere, e sono pronto per scrivere sul mio blog e ascoltare la musica, mentre il nuovo giorno inizia a pulsare.


È il 25 agosto e il mio conto alla rovescia è a meno 11; mi basta tutto questo per dire sono felice.


Fuori è ancora buio, Chiuduno dorme. Dentro c'è solo il ronzio leggero del computer, il profumo della cioccolata e le note basse in cuffia.


La tazza è calda tra le mani, la playlist gira lenta. Scrivo due righe, poi mi fermo ad ascoltare. Il giorno non ha fretta di iniziare e nemmeno io.


Meno 11. Tutto quello che mi serve è già qui.


E penso che la felicità a volte è proprio questo: le 04:00, una luce accesa, una canzone che conosci a memoria, e sapere che tra poco tutto si mette in moto.


Intanto mi godo il silenzio, prima che inizi il rumore.


Tra poco il cielo su Chiuduno inizierà a schiarire, passerà la prima macchina, si accenderà la prima insegna.


Io resto qui ancora un po', con la cioccolata che finisce, il cursore che lampeggia sul blog e la sensazione netta, semplice: sono a posto così.


Salvo il post, metto un titolo provvisorio: "Meno 11".


Chiudo le cuffie un attimo per sentire il silenzio della casa. È tutto pronto per ripartire domani, ma per ora resto in questa bolla delle 4 del mattino.


Felice, davvero.


E quando alle 6 suonerà la sveglia degli altri, io avrò già vissuto la mia parte migliore della giornata.


Un altro sorso, un'ultima riga sul blog, un bacio leggero a mia moglie che si è riaddormentata.


Ora sì. Che inizi il giorno. 

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