Monologo d'arte.
Una notte sul Lago d'Iseo
Sono le 23:00.
L’aria di Sarnico è calda e profuma di lago.
Il molo è quasi deserto, solo il suono dell’acqua che batte piano contro le barche.
Io e la mia signora.
La Regina Maria Grazia, scalza e con un vestito leggero che si muove col vento.
Mi sorride e mi tende la mano: “Andiamo?”
Salpiamo.
Inizia la nostra navigazione notturna.
Da Sarnico a Iseo e ritorno.
Il motore fa poco rumore, il lago è una lastra nera che riflette la luna e le prime stelle.
Le luci dei paesi scivolano sull’acqua: Paratico, Predore, Tavernola… e poi in lontananza Iseo che brilla.
Niente fretta. Solo il fruscio dell’acqua sotto la barca e le nostre voci basse.
La Regina Maria Grazia si siede a prua, i capelli sciolti, gli occhi puntati su Monte Isola.
Io guido piano, ogni tanto la guardo.
Questa notte sa di libertà, di silenzio e di noi due.
Arriviamo a Iseo. La riva è addormentata, qualche lampione giallo e il campanile che veglia.
Restiamo un po’ fermi a galla, a bere il lago e la notte.
Poi si torna indietro.
Stesso lago, stessa luna, strada opposta.
Sarnico ci riaccoglie con il suo molo tranquillo.
Scendiamo alle 01:00 circa, con i piedi ancora pieni di lago e il cuore pieno di questa notte.
Una navigazione breve, ma surreale.
Solo io, la Regina Maria Grazia, e il Lago d'Iseo alle 23:00.
Riprendiamo a navigare
Il lago si è fatto ancora più quieto.
Sono passate le 01:00 e Sarnico dorme. Solo noi due e l’acqua.
Io e la Regina Maria Grazia.
Scalza, dolcissima, fascinosa e affascinante.
I sandali li abbiamo lasciati a terra. I suoi piedi nudi sfiorano il bordo della barca, e ogni tanto l’acqua del lago li bagna con un’onda piccola.
Lei è a prua.
Il vento le muove i capelli e il vestito leggero. Ride piano quando la barca dondola, e io la guardo dal timone.
“Verso dove, amore?” mi chiede.
“Verso nessuna parte. Solo noi e il lago” rispondo.
Ripartiamo.
Da Sarnico torniamo a tagliare l’acqua nera, direzione Monte Isola.
La luna fa una striscia d’argento che ci accompagna. Le luci di Sulzano e Peschiera tremolano in lontananza.
La Regina Maria Grazia si siede vicino a me.
Mi prende la mano, scalza anche lei, e appoggia la testa alla mia spalla.
Non parliamo. Non serve.
C’è solo il rumore del motore basso, il lago che respira e il profumo di notte d’agosto.
Giriamo lenti attorno a Monte Isola. È tutta scura, un gigante addormentato.
Lei indica le stelle: “Guarda quella”.
Io annuisco. In realtà guardo lei.
Facciamo il giro largo e poi puntiamo di nuovo a Sarnico.
Il ritorno è ancora più dolce. Il lago ci culla, la notte ci tiene stretti.
Arriviamo all’alba quasi. Il cielo comincia a schiarirsi.
Attracchiamo piano, con i piedi ancora umidi e il cuore pieno.
Un’altra navigazione con io e la Regina Maria Grazia.
Scalza, dolcissima, fascinosa e affascinante.
E il Lago d'Iseo tutto per noi.
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