Un sogno nel cassetto, un regalo alla mia signora, la Regina Maria Grazia.

*Circumnavigazione della notte - Genova 23:30 → Genova 18:00*  

_Io e la Regina Maria Grazia, a piedi scalzi_


### *23:30 - Salpiamo dal Porto di Genova*

Le luci della città sono ancora accese. La Lanterna ci guarda da lontano.  

Le cime si mollano piano. Il motore fa un suono basso, poi il silenzio.  

Solo noi due. E il mare del Ligure davanti.


Maria Grazia è scalza sul ponte.  

"Regina" la chiamo così stanotte, perché comanda lei il mare.  

I piedi nudi toccano il teak ancora caldo.  

"Pronta?"  

"Da sempre" risponde lei.


Genova si allontana. Le case diventano puntini.  

Parte il conto alla rovescia della notte.


### *00:00 - 03:00 - Mar Ligure aperto*

Buio vero. Nero d’inchiostro.  

Sopra di noi un cielo pieno che in città non si vede mai.  

La barca dondola piano. Le onde fanno _ciuf ciuf_ sulla prua.


Siamo a piedi scalzi, seduti a poppa, spalle contro spalle.  

Una coperta sulle gambe, due bicchieri di bianco.  

Ogni tanto un piede cerca l’altro. Tocco. "Ci sei?"  

"Ci sono" risponde il suo.


Il faro di Portofino passa lontano. Poi le luci di Sanremo.  

Nessuno. Solo noi e le stelle che si specchiano.


### *03:00 - 05:30 - L’ora più bella*

È l’ora in cui il mondo dorme.  

Il mare è piatto come olio. La barca scivola da sola.  

Maria Grazia si alza. Va a prua. Piedi nudi sul ponte freddo.  

Apre le braccia.  

"Maria Grazia la Regina del Ligure" le dico.  

Ride piano e il suono si perde nel mare.


Contiamo le stelle. Contiamo le ore che mancano all’alba.  

*5... 4... 3...*  

È il nostro conto alla rovescia privato.


### *05:45 - L’alba*

Il cielo diventa viola. Poi rosa. Poi fuoco.  

Il sole esce dall’acqua davanti a noi.  

Ci acceca. Ci scalda la faccia.  

Ci alziamo tutti e due. Piedi scalzi, bagnati di rugiada.  

Nessun applauso. Solo il silenzio e il mare che prende luce.


"Buongiorno Regina"  

"Buongiorno al mio capitano"


### *07:00 - 14:00 - La circumnavigazione*

Giriamo. Lenti.  

Camogli da lontano. Poi Portofino. Le case color pastello.  

Ci fermiamo un’ora. Bagno. L’acqua è già buona.  

Piedi nudi sulla scaletta, gocce che colano sul ponte.


Ripartiamo. Verso Ponente.  

Arenzano, Varazze, Savona all’orizzonte.  

Pranzo in pozzetto. Pomodori, focaccia, formaggio.  

Mangiamo con le mani. I piedi penzolano fuori bordo.  

Il mare fa da metronomo.


### *15:00 - 18:00 - Il rientro a Genova*

La Lanterna ricompare. Grande.  

Poi i palazzi. Poi i caruggi. Poi casa.  

Genova ci riaccoglie come se non fossimo mai partiti.


Attracchiamo alle 18:00 precise.  

Il sole è ancora alto.  

Siamo stanchi, abbronzati, con i piedi sporchi di sale.


Maria Grazia mi guarda.  

"Ne è valsa la pena, Regina?"  

"Ogni singolo minuto" risponde.


---


### *18:05 - Il Mercato del Pesce per la Regina*

Appena mettiamo piede a terra, ci aspettano.  

Il Mercato del Pesce è ancora aperto. Odore di mare vero.  

Banchi pieni di alici, gamberi, triglie che brillano.


Appena vedono Maria Grazia scalza scendere dalla barca qualcuno urla:  

"È arrivata la Regina del Mare!"  

E parte l’applauso.  

I pescivendoli le regalano un mazzo di basilico e una cassetta di gamberi rossi.  

"Per la Regina Maria Grazia" dicono.  

Lei ride, arrossisce, e fa un inchino coi piedi nudi sul selciato bagnato.


### *19:30 - La Festa*

Tavoli lunghi tirati fuori al volo. Luci a fili sopra le teste.  

Musica. Fisarmonica, chitarra, tamburello.  

È una festa di porto. Semplice. Vera.  

Tutti portano qualcosa: focaccia, vino bianco, trofie al pesto, frittura.


Al centro c’è Maria Grazia. Sempre scalza.  

Le mettono una corona di rete da pesca e fiori di mare tra i capelli.  

"Alla Regina!" brindano tutti.  

Lei alza il bicchiere e i suoi piedi nudi battono il tempo sul pavimento.


### *21:00 - Cena, Canti e Balli*

Si mangia fino a tardi.  

Gamberi appena bolliti, acciughe al limone, fritto misto che scotta.  

Pane da inzuppare nel sugo. E tanto vino bianco freddo.


Poi iniziano i canti.  

"Ma se ghe pensu" parte piano. E tutti la seguono.  

Poi canzoni del mare, canzoni d’amore.  

Maria Grazia canta con gli occhi chiusi, a piedi nudi, le dita dei piedi che seguono il ritmo.


E si balla.  

Sulla banchina, tra le cassette vuote.  

Balli lenti, balli a giro, balli che ti fanno sudare.  

Lei è la Regina della notte. Gira, ride, i capelli le volano.  

Io la guardo e penso: "Ho circumnavigato il mare per tornare qui. Da lei."


### *01:00 - Notte fonda*

La festa non vuole finire.  

Il mercato è vuoto, ma noi siamo ancora lì.  

Pochi, stanchi e felici.  

Maria Grazia è seduta sul bordo del molo. Piedi nell’acqua.  

Il mare gliene accarezza le caviglie.


"Regina, torniamo?"  

Mi guarda e sorride. "Tra un minuto."  

Resta lì. A sentire il mare che l’ha portata a casa.  

Con la corona storta, i piedi scalzi, e il cuore pieno.


*Perché è stata perfetta così*


1. *È cominciata col buio e finisce con le stelle*  

   18 ore in mare + una notte di festa.  

   Un giorno intero solo nostro.


2. *È stata per lei*  

   Per la Regina Maria Grazia.  

   Perché certe donne meritano un mercato che le applaude e una notte che non finisce.


3. *È stata a piedi scalzi*  

   Sul ponte, sul selciato, sul molo.  

   Per sentire tutto. Il legno, la pietra, l’acqua.


Quando finalmente rientriamo, è già domani.  

E Genova dorme.  

Ma nel porto resta l’eco di una festa, di una canzone,  

e di una Regina a piedi nudi che ha ballato fino a notte fonda. 

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