Un viaggio nei ricordi.

Ho seguito lo speciale su Pippo Baudo, si è rivelato per me un viaggio nei ricordi e nei miei ricordi, in particolare i miei anni 80, TEMPO NEL QUALE ERO già accompagnato dalle canzoni di Franco Battiato, mi piacevano le donne scalze ma, all'epoca erano in pochissimi a saperlo, anni bellissimi, sereni, e sempre con la mia gioia di vivere, voglia di vivere, il tempo in cui i miei sabati sera, quasi tutti erano wow, componevo musica, studiavo musica, cantavo, era il tempo in cui mettevo già le cose in chiaro, mettevo dei paletti, la scuola era una cosa, la mia vita, musica compresa, era un'altra cosa, e sarebbe stato questo particolare qualche anno più tardi, a fare la differenza, ed'è così, che sarei andato lontano, molto lontano nella vita.


Poi sono andato lontano. Con la voglia e la gioia di fare musica a modo mio, per come la sentivo dentro, senza imposizioni e senza costrizioni. Ho seguito la mia strada, quella che mi cantava in testa da sempre. 


E nel mezzo, la vita. Tante esperienze, belle e meno belle. Quelle che ti formano, che ti rialzano, che ti insegnano a non mollare. Ho raccolto tutto: le notti in studio, gli errori, le porte sbattute e quelle aperte all'improvviso.


Fino a quando, un bel giorno, ho incontrato la mia donna scalza. La stessa che sognavo, che immaginavo negli anni 80 quando ascoltavo felice la musica del tempo. 


Il suo nome era Maria Grazia. 

Con lei è iniziato il più bel tempo della mia vita. Vissuto insieme, giorno dopo giorno, sempre accompagnato dalla musica. Quella del passato, quella degli anni 80 che avrei riascoltato molto tempo dopo, seduto sul divano insieme a mia moglie. 


Maria Grazia, mia sposa, amante, migliore amica, musa ispiratrice. Mia regina, sposa e madre di una figlia meravigliosa. 

Con lei ho lavorato, ho costruito, e poi sono arrivato anche alla pensione. Ma la musica non è mai mancata. Era la colonna sonora delle nostre cene, dei nostri viaggi, delle nostre risate.


Abbiamo rimesso su quei dischi vecchi. Battiato, e tutti gli altri. E mentre partiva la prima nota, ci guardavamo e sorridevamo. Perché quelle canzoni non erano più solo ricordi. Erano diventate la nostra storia. 


Oggi, a distanza di anni, capisco che non sono andato lontano per scappare. Sono andato lontano per tornare. Tornare a me stesso, tornare a ciò che amavo, tornare a lei. 


La mia vita è bella così com'è. Semplice, piena, vera. Con una tastiera in un angolo, una donna al mio fianco, e una figlia che porta avanti la nostra gioia di vivere.


E ogni volta che vedo Pippo Baudo in TV, penso: "Aveva ragione. La musica unisce le generazioni". La mia è cominciata negli anni 80 e continua oggi, a volume basso, in cucina, mentre Maria Grazia balla scalza come ai tempi dei sogni.


A te, Maria Grazia.  

Sei stata la melodia che non sapevo di cercare. Sei la mia donna scalza, la mia casa, il mio "wow" di ogni sabato sera. Grazie per aver ballato la mia vita con me. 

Commenti

  1. Caro Marco, ho letto il tuo post con un sorriso e, allo stesso tempo, con una bella emozione nel cuore.
    È davvero un viaggio nei ricordi, ma soprattutto un bellissimo racconto di vita: la musica, gli anni ’80, i sogni, la voglia di seguire la propria strada, le esperienze che ci fanno crescere e, infine, l’incontro con quella persona che diventa parte della nostra melodia.
    Mi ha colpito particolarmente il tuo “non sono andato lontano per scappare. Sono andato lontano per tornare”: trovo che racchiuda una verità bellissima. A volte il viaggio più importante è proprio quello che ci riporta a noi stessi e a ciò che amiamo davvero.
    E poi Maria Grazia… la tua “donna scalza”. Che meraviglia aver trasformato un sogno degli anni ’80 in una storia reale, condivisa giorno dopo giorno, fino a fare della musica non soltanto un ricordo, ma la colonna sonora della vostra vita insieme!
    Grazie per aver condiviso un ricordo così intimo e autentico. Sono storie come questa che ci ricordano quanto siano preziosi i sogni, quando abbiamo il coraggio di seguirli, e quanto sia bello poterli poi condividere con chi amiamo.
    Un abbraccio, Marco, e complimenti per questo bellissimo racconto.

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