Un giorno di festa.

3 settembre – 25 anni di noi

Oggi, 3 settembre, sono 25 anni di matrimonio. Io e Maria Grazia.

Venticinque anni. E siamo ancora felici come il primo giorno, come quel pomeriggio che abbiamo detto sì, con il cuore che tremava e il mondo che sembrava fermarsi per guardarci.

Questo pomeriggio balliamo abbracciati in cucina. Niente orchestra, niente luci, solo noi due. Una pizza, un bicchiere di Coca-Cola, e quella felicità semplice che ci accompagna da sempre.

Questo anniversario cade dentro un conto alla rovescia. Meno tre alla partenza per la Sicilia. Ma non è un’attesa: è già una promessa che ci viene incontro. È l’anteprima di un nuovo inizio per noi.

E questi venticinque anni non sono solo un traguardo: sono una strada che continua, che si allunga davanti a noi con la stessa luce di quel pomeriggio in cui ci siamo detti sì. Ogni giorno aggiunge un dettaglio, un ricordo, un gesto che ci tiene uniti.

E mentre il conto alla rovescia scende, mentre la Sicilia si avvicina, sentiamo che questo anniversario non chiude nulla: apre. È un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che saremo. Un altro viaggio, un’altra pagina, un altro modo di stare insieme.

A noi, che dopo venticinque anni sappiamo ancora sorprenderci.

E continuiamo, senza stacchi, dentro lo stesso respiro del testo.

E ci accorgiamo che questi venticinque anni non ci hanno mai tolto niente: hanno solo aggiunto. Hanno messo strati di vita, di gesti, di abitudini che ormai sono casa. Ogni ricordo è un mattone, ogni sorriso è una finestra che si apre.

E mentre la sera scende, mentre la cucina diventa il nostro piccolo mondo, sentiamo che il tempo non ci ha mai spostati: ci ha solo avvicinati. Ci ha insegnato che la felicità non è un evento, è una continuità. È il modo in cui ci guardiamo, il modo in cui ci aspettiamo, il modo in cui ci ritroviamo.

Il conto alla rovescia continua. Meno tre. Ma è come se fosse già iniziato tutto: il viaggio, l’aria nuova, la Sicilia che ci aspetta. E noi che, dopo venticinque anni, abbiamo ancora la stessa voglia di partire, di camminare, di condividere.

A noi, che continuiamo.

E ci viene naturale pensare a tutto ciò che abbiamo attraversato: le partenze, i ritorni, le sere stanche, le mattine leggere, le risate che ci hanno salvati più di una volta. Venticinque anni non li conti con i numeri, li conti con i momenti. E i nostri, uno dopo l’altro, hanno fatto una storia che riconosciamo al tatto.

La cucina, questo pomeriggio, è diventata il nostro piccolo teatro. Un ballo lento, un passo appena accennato, e sembra di tornare a quel pomeriggio del sì, quando il mondo era grande e noi eravamo piccoli ma certi. Oggi il mondo è lo stesso, ma noi siamo più forti, più pieni, più consapevoli di ciò che abbiamo costruito.

Il conto alla rovescia scende ancora. Meno tre. E ogni numero è un sorriso che si avvicina, un profumo di mare che già sentiamo, una valigia che aspetta solo di essere chiusa. La Sicilia non è solo una meta: è un simbolo, un modo per dirci che dopo venticinque anni abbiamo ancora voglia di andare, di scoprire, di vivere.

A noi, che non abbiamo mai smesso di camminare nella stessa direzione. 

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