La notte.

La notte scende lenta, come un sipario che si abbassa senza fretta, e nel vivo di un conto alla rovescia bello e surreale tutto sembra cambiare. Il buio non porta silenzio, ma attesa: ogni minuto ha un sapore diverso, ogni ombra sembra muoversi, ogni pensiero vibra.

La notte diventa una complice. Ti avvolge, ti isola dal rumore del giorno, lascia spazio a quell’emozione che cresce piano. Le luci della casa sembrano più calde, l’aria più morbida, ogni gesto parte del rito dell’attesa. Il tempo non scorre: si sente.

Il silenzio diventa un rumore morbido, un fruscio che accompagna ogni secondo che scivola via. Le ombre si allungano, diventano presenze che osservano l’attesa. Il tempo si piega, prende forme diverse, come se ogni minuto avesse un colore, un odore, un tremito.

Tu, immerso in quel buio che non spaventa, senti che qualcosa si muove. Una vibrazione leggera, un’energia che cresce. Il conto alla rovescia diventa vivo, quasi palpabile. La casa respira piano, le stanze sembrano più grandi, le luci spente hanno un loro bagliore segreto. Ogni pensiero è una scintilla.

La notte non è più solo notte: è il teatro dell’anticipo, il luogo dove il domani comincia a farsi sentire.

Poi la notte stringe il cerchio. Il conto alla rovescia non è più un ritmo: è un respiro, un battito che cresce. Il surreale diventa familiare, le ombre diventano segni, il silenzio accompagna.

Arriva un punto preciso. Non un suono, non una luce, non un gesto. Un istante.

Il conto alla rovescia si ferma. Non esplode, non grida, non rompe la notte. Semplicemente si compie.

In quell’attimo tutto ciò che era sospeso si scioglie. La notte si apre come una tenda, lasciando entrare un chiarore che non viene dall’alba ma da dentro: la sensazione di aver attraversato qualcosa, di aver vissuto un passaggio segreto.

Il surreale svanisce piano, come una bruma che torna aria. Il tempo riprende la sua forma. La casa torna normale. Ma tu no: resti con quella scintilla addosso, quella piccola magia che solo un conto alla rovescia notturno sa lasciare.

E mentre la notte continua il suo cammino, senti che il domani, finalmente, può arrivare. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Cap.1 La settimana dik Sanremo 2026. Lunedì 23 febbraio 2026: è la vigilia del festival della canzone italiana di Sanremo; sono contento è una bella giornata, questa mattina ho ascoltato la musica, quanti ricordi legati al festival di Sanremo, di quando il festival diventava l'occasione per organizzare serate in compagnia di vicini di casa, amici, parenti ecc.; una pizza, una spaghettata, un panino, bastava poco per trascorrere delle belle serate in allegra compagnia; c'era il festival di Sanremo; poi lo spettacolo alla tv e soprattutto le canzoni, e poi, a notte fonda, dopo la prima serata già canticchiavo le canzoni in gara, e poi la seconda serata del festival, un'altra giornata di festa, di attesa e poi la seconda serata e poi il gran finale, il sabato sera con l'attesa di sapere chi avrebbe vinto il festival. La domenica mattina già suonavo le mie canzoni preferite del festival al pianoforte. Negli anni, il fascino del festival è rimasto immutato ma è cambiato il modo di concepire, gestire organizzare il festival, aimè, col tempo, le belle serate legate al festival, sono rmaste un bel ricordo d'altri tempi, belli gli spettacoli a Sanremo ma, le canzoni? Poche quelle belle purtroppo e non è solo un fatto di gusti. Il Dio Denaro, ha rovinato anche il festival della canzone italiana di Sanremo, ma d'altro canto, il festival di Sanremo da sempre rispecchia il paese Italia in ogni sua epoca.

Quando la tecnologia unisce.

Parte iii. Amicizia.