Serata.
È la serata di venerdì 3 ottobre.
Ho trascorso una bella giornata in compagnia di mio nipote e me la porto ancora addosso, nei sorrisi e nella stanchezza bella che solo queste giornate lasciano.
È sera, ho cenato, sono contento e tranquillo. Ora attendo il calar della notte, con quella calma che arriva quando sai di aver vissuto bene la tua giornata.
Il sesto conto alla rovescia avanza, giorno dopo giorno, senza fretta ma senza fermarsi.
A meno 10 dal terzo viaggio in Sicilia, lo sento: le mie giornate sono sempre più belle.
E lo sono perché sono piene. Piene di affetti semplici, di pranzi condivisi, di risate di mio nipote, di progetti che si avvicinano.
La notte sta calando e io sono qui, in pace. Penso alla Sicilia che mi aspetta, al suo profumo, alla sua luce, al terzo viaggio che sarà ancora più mio dei primi due.
Meno dieci e poi si parte. Intanto mi godo questo venerdì sera, con il cuore leggero e la certezza che il bello deve ancora venire.
Fuori l'aria si fa fresca, dentro c'è quel calore buono che resta dopo una giornata vissuta bene. Non serve altro. C'è il tempo che scorre al ritmo giusto, c'è l'attesa che non pesa ma accende, c'è la vita che in questi giorni mi sta regalando tutto quello che mi serve.
Avanti così, conto alla rovescia dopo conto alla rovescia, verso la Sicilia e verso giorni che sento saranno ancora più belli di così.
E mentre la notte si fa più scura, penso che questo sesto conto alla rovescia non è solo un numero. È la misura di quanto ho camminato, di quanto ho aspettato, di quanto ho costruito. Ogni giorno che passa è un giorno guadagnato, vissuto con le persone giuste e con il pensiero rivolto a quello che amo.
Dieci giorni ancora e poi di nuovo Sicilia, per la terza volta. Non è solo un viaggio, è un ritorno. Un ritorno a me stesso, a ciò che mi fa stare bene, a quella sensazione di libertà che solo là trovo.
Per ora mi fermo qui, in questo venerdì sera di ottobre, contento di oggi, curioso di domani.
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