Numero d'arte realmente accaduto.

Treno Frecciarossa Torino - Milano, carrozza un po' piena del pomeriggio.


Maria Grazia è seduta alla mia sinistra, io lato corridoio. Di fronte a noi una signorina con le cuffiette a metà, al telefono con la mamma: "Sì mamma, sono già sul treno, tutto a posto..."


Frenata leggera a Rho. I piedi di Maria Grazia scivolano in avanti, quelli della signorina pure. Si incontrano, punta contro punta.


Maria Grazia fa "ops" sottovoce. La signorina la guarda, sorride, e senza interrompere la telefonata le risponde con un colpetto di piede.


E lì inizia un piedino lungo, silenzioso e divertentissimo.


La signorina continua al telefono, serissima: "Sì mamma, sto studiando... sì, ho mangiato..." mentre sotto il tavolino Maria Grazia le spinge il piede. Lei le risponde spingendo a sua volta, cercando di non ridere.


"Sì mamma, sono tranquilla..." dice, ma le si strozza la voce perché Maria Grazia le fa il solletico sulla caviglia con la punta delle calze blu a pois.


La mamma al telefono ormai ha capito tutto e si diverte anche lei: "Signora Maria Grazia, mi tenga impegnata mia figlia che si annoia sempre su quel treno!"


Maria Grazia fa finta di essere una telecronista: "Attenzione, la signorina in calze gialle avanza sulla fascia sinistra..."


La signorina tenta un dribbling, poi finge di inciampare e con la punta del piede va a bussare leggermente contro il piede di Maria Grazia. Toc!


Tutte e due trattengono la risata. La signorina al telefono dice compitissima: "Sì mamma, tutto regolare, viaggio tranquillo..." mentre sotto sta cercando di bloccare il piede di Maria Grazia tra i suoi due piedi.


Maria Grazia: "Oh, fallo! Cartellino giallo!"


La signorina ride talmente tanto che deve togliersi un auricolare: "Mamma, ti devo lasciare, qui c'è una partita in corso e sto perdendo!"


Chiude la telefonata, si sporge in avanti e dice a Maria Grazia: "Bella partita. Rivincita al ritorno?"


Maria Grazia: "Solo se prometti che porti le stesse calze gialle portafortuna."


Arrivano a Milano Centrale ancora con i piedi intrecciati per ridere, come due compagne di banco sul treno del pomeriggio. 

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