Musica e ricordi.

Ho vent’anni e ascolto la radio ogni sera. In questo periodo vanno fortissimo i programmi dedicati alla musica degli anni ’60: jingle un po’ retrò, voci che raccontano storie di un’epoca che per me sembra lontanissima. Io, con l’aria di chi si sente già moderno, li prendo in giro. Mi sembra roba da nostalgici, da quelli che guardano indietro invece di andare avanti.

Passano gli anni senza che me ne accorga. Ora accendo la radio e scopro che sono tornati di moda gli anni ’80 e ’90. Le canzoni che ascolto non sono più “quelle dei grandi”: sono le mie, quelle che mi hanno accompagnato, quelle che mi hanno fatto crescere. E mentre scorrono, mi ci ritrovo dentro completamente. Mi viene da ridere: wow, alla fine ci casco anch’io. Quella nostalgia che prendevo in giro adesso è la mia.

La cosa bella però è che, quando negli anni ’80 e ’90 ascoltavo le canzoni alla radio, immaginavo già le donne scalze che ballano, leggere, spontanee, come se la musica uscisse direttamente dai loro passi. E adesso, mentre quelle stesse canzoni tornano in onda, quelle immagini ritornano vive, identiche, come se non fossero mai andate via.

E la cosa ancora più bella è che quelle immagini tornano vive ma con un particolare che oggi conta più di tutto: accanto a loro c’è Maria Grazia. Lei entra in quelle visioni come se fosse sempre stata lì, scalza anche lei, con quel modo dolce e naturale di muoversi, e la musica degli anni ’80 e ’90 sembra fatta apposta per accompagnarla.

Grazie a quelle immagini, e grazie a mia moglie, ho potuto creare playlist musicali su Spotify e YouTube dedicate proprio a quelle atmosfere, a quelle sensazioni, a quel modo leggero di vivere la musica. Ogni brano è un pezzo di storia, un ricordo che si riaccende, un passo scalzo che torna a danzare.

E non solo. Sempre grazie a Maria Grazia, ho potuto creare su WhatsApp gruppi dedicati alle donne scalze, spazi leggeri, giocosi, pieni di sorrisi e di energia. Lei mi ha dato la spinta, l’idea, la fiducia per farlo. Così quelle immagini che vedevo da ragazzo non sono più solo fantasie: sono diventate comunità, conversazioni, amicizie, piccoli mondi che vivono ogni giorno.

E mentre la radio continua a suonare, capisco che tutto questo nasce da un filo che parte da lontano: le canzoni degli anni ’80 e ’90, le donne scalze che ballano, e Maria Grazia che oggi è accanto a me, dentro la stessa musica, dentro la stessa vita. 

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