Monologo d'arte: notte e dintorni.

Monologo d'arte:

La casa è immersa nel silenzio della notte. Fuori Chiuduno dorme, le strade sono vuote e l'aria è ferma. Dentro, nella cucina illuminata da una sola lampada, tre donne sono sedute attorno al tavolo, scalze, con una tazzina di caffè tra le mani. Il pavimento è fresco sotto i piedi nudi, un dettaglio che rende la scena ancora più vera. Una di loro mescola il caffè piano, il cucchiaino fa un suono leggero. Le altre due sorridono, senza fretta. A quell'ora le parole arrivano da sole.


La donna vicino alla finestra racconta un episodio della giornata. Le altre ascoltano con attenzione, annuiscono, aggiungono un pensiero. Le voci sono basse, morbide. Ogni tanto ridono piano, una risata soffocata che non disturba la notte. Una delle tre si alza, scalza, per prendere dell'acqua. Cammina lenta, senza rumore. Quando torna a sedersi, lo fa con un sospiro di sollievo.


Sotto il tavolo, mentre parlano, la donna al centro muove il piede nudo per sistemarsi meglio e sfiora quello dell'amica accanto. Un contatto leggerissimo. L'amica risponde con un piccolo colpetto, un gesto di complicità. La terza donna se ne accorge e sorride appena. Non c'è nulla da spiegare: è un linguaggio silenzioso che dice vicinanza.


Il piede continua a comparire ogni tanto, senza intenzione, senza gioco, solo presenza. Un piede che sfiora, un colpetto che risponde, un gesto che accompagna la conversazione. Il pavimento fresco rende quei tocchi più vivi. Le tre donne parlano, ridono piano, si ascoltano. La moka è ancora tiepida sul fornello. Una di loro versa altro caffè senza chiedere. Le altre accettano con un cenno.


La scena resta sospesa. Tre donne scalze, dopo mezzanotte, nel silenzio della cucina di Chiuduno, con un caffè che profuma di complicità. Le parole sono sincere, i gesti naturali, i piedi nudi raccontano ciò che le parole non dicono. È amicizia che respira nella notte, un momento che esiste solo perché loro tre sono lì, insieme, presenti, serene. 

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