MOnologo d'arte.
Monologo d'arte:
Il bar di Casalmaggiore era già pieno prima che la partita iniziasse. L’aria sapeva di caffè, di chiacchiere e di quel misto di attesa e nervosismo che accompagna le grandi sfide. Maria Grazia arrivò per prima, come sempre. Scelse il tavolino vicino alla vetrata, quello da cui si vedeva bene lo schermo grande appeso sopra il bancone. Ordinò un caffè e si mise comoda, osservando la gente che entrava.
Poco dopo arrivarono le altre due protagoniste della giornata: Emily, inglese, con la sciarpa bianca e rossa avvolta al polso, e Claire, francese, elegante e già un po’ tesa. Si sedettero insieme, tre donne diverse ma unite da una passione comune: il calcio.
Il telecronista annunciò l’ingresso delle squadre in campo. Il bar si zittì. Fischio d’inizio.
Sopra il tavolo, tre caffè fumanti.
Sotto il tavolo… un piedino sfiorò quello di Maria Grazia. Lei sollevò lo sguardo, sorpresa. Claire fingeva innocenza, Emily tratteneva un sorriso. Un gioco leggero, quasi involontario, che sembrava seguire il ritmo della partita.
Il primo tempo iniziò subito forte. Al 2’, Declan Rice calciò da fuori area: rasoterra preciso, 1–0. Emily esultò, urtando il tavolo con il ginocchio. Il piedino sotto si ritirò di colpo. Maria Grazia rise. Claire sospirò.
Al 17’, Konsa di testa segnò il 2–0. Emily batté il pugno sul tavolo. Claire scosse la testa. Il piedino ripartì, stavolta da parte di Claire, forse per distrarsi dalla disfatta.
Al 36’, Saka segnò il 3–0. Il bar esplose. Emily quasi rovesciò il caffè.
Al 45’, Saka colpì ancora: 4–0. Claire si coprì il volto. Maria Grazia, che non tifava nessuna delle due, sorseggiò il suo caffè con calma.
Il piedino sotto il tavolo sembrava aver perso la partita prima ancora che la Francia potesse reagire.
Il secondo tempo iniziò con un’energia diversa. E con il piedino che, quasi per magia, ripartì.
Al 47’, Mbappé segnò il 4–1. Claire si illuminò. Il piedino diventò più sicuro.
Al 53’, Barcola segnò il 4–2. Emily si irrigidì. Maria Grazia trattenne una risata.
Al 65’, Mbappé colpì ancora: 4–3. Il bar tremò. Claire urlò “Allez!” Il piedino sotto il tavolo si trasformò in una danza caotica, come se le tre donne stessero giocando una partita parallela.
La Francia era tornata in corsa. Il bar era un coro di voci. Il tavolo era un campo di battaglia silenzioso.
All’86’, rigore per l’Inghilterra. Saka segnò il 5–3. Emily saltò in piedi. Claire protestò. Maria Grazia bevve il suo caffè come se fosse un tè delle cinque.
Al 90’, Dembélé segnò il 5–4. Claire si rimise a sperare. Il piedino sotto il tavolo si fermò: tutte trattennero il fiato.
Pochi secondi dopo, Bellingham chiuse la partita: 6–4. Emily urlò di gioia. Claire si arrese. Maria Grazia sorrise.
La partita finì. Il piedino sotto il tavolo si dissolse, come se fosse stato un gioco parallelo alla cronaca, un modo per vivere insieme la tensione, la rivalità, la sorpresa.
Le tre donne si guardarono, poi scoppiarono a ridere. Emily propose un brindisi. Claire rispose. Maria Grazia alzò il bicchiere.
Il bar tornò a riempirsi di voci, ma il loro tavolo rimase un piccolo mondo a parte: tre donne, una partita indimenticabile, e un piedino che aveva raccontato una storia tutta sua.
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