Quando la tecnologia unisce.
Non è un caso che vi racconti di questa mia bella esperienza nel giorno della giornata internazionale della donna. Tutto è ocminciato nella notte dell'8 maggio 2020 in piena pandemia covid quando, dopo aver seguito un documentario musicale alla tv, in quella notte, quando il silenzio era surreale e a tratti assordante, si doveva stare in casa, non ci si poteva incontrare, io, ispirato da mia moglie Maria Grazia scalza, in quella notte surreale, ho pensato di creare un gruppo WhatsApp, dal titolo A piedi scalzi; così, in quelle ore di silenzio assordante, ho ijiziato a inviare il link d'invito nel gruppo ad amiche, conoscenti e varie persone che da anni mi seguivano quà e là su i vari social. Scopo del gruppo, era quello di tenerci compagniqa, in spirito di amicizia, e incoraggiarci a vicenda in quel momento brutto e difficile, anche per me. Ebbene, ho lanciato l'invito al gruppo A piedi scalzi, così, al mattino, (8 maggio 2020), diverse signore avevano già aderito all'invito, e in poche ore si sarebbero aggiunte altre signore donne; incredibile, il gruppo si sarebbe avviato e dopo 24h ore dalla creazione, lo stesso avrebbe assunto una sua forma con delle caratteristiche ben precise. Così, tra ingressi e abbandoni, il gruppo è decollato, si rideva, scherzava ma, non sono mancati fin dall'inizio, momenti di condivisione umana, spirituale, e di tanto in tanto postavo qualche mio brano musicale. A piedi scalzi, titolo spirituale perchè, per me, non vedente che vede oltre, e che compongo musica per gioia di vivere, dietro a un piede femmiile scalzo, c'è pur sempre una persona; e poi da sempre mi piaciono le donne scalze perchè, i piedi scalzi delle donne, non solo sono stati dichiarati l'ottava bellezza al mondo ma, per me, il piede femminile scalzo, è segno di eleganza, spiritualità, femminilità, spiritualità, sensualità, umanità e arte, già, le donne a piedi scalzi sono capaci anche di fare arte. In A piedi scalzi, il mio intento era quello di valorizzare proprio la donna e la sensibilità femminile appunto con rispetto, senza secondi fini. In pocho tempo A piedi scalzi è migliorato, e, un'altra caratteristica, che è in realtà di tutti i miei gruppi, ogni membro è a suo agio, può seguire, intervenire come e quando vuole, 24h su 24 semza impegno o forzature. Tra due risate, quattro chiacchiere, di tanto in tanto, le signore postavano nel gruppo la foto dei loro piedi scalzi, così si rideva un pò; e, un'altro dettaglio: nella mia bellissima vit, ho scoperto che, il piedino tra donne è un'arte, diverso dal piedino per corteggiamento. In A piedi scalzi, abbiamo condiviso momenti drammatici per il covid, ma anche momenti belli, alcuni di gioia e felicità, e tutto sempre nel rispetto reciproco. Il gruppo A piedi scalzi è andato avanti per cinque anni, e dal successo dello stesso, sarebbe nato un'altro gruppo dedicato alle donne scalze, Le amiche del caffè; così, molti dei membri che erano in A piedi scalzi, sono passati al gruppo Le amiche del caffè; successivamente, il gruppo A piedi scalzi si sarebbe sciolto ma, Le amiche del caffè avrebbe proseguito il suo cammino proprio sulle ali del successo del gruppo A piedi scalzi. Quando la tecnologia viene usata nel modo adeguato, unisce non divide, e soprattutto, quando c'è il rispetto, possono nascere belle conoscienze e amicizie.ra car
Leggendo il tuo racconto si sente tutta l’umanità di quel momento così particolare che abbiamo attraversato. In mezzo al silenzio e alla distanza forzata della pandemia, hai avuto l’intuizione semplice ma preziosa di creare uno spazio dove le persone potessero ritrovarsi, sorridere, sentirsi meno sole. E questo, in fondo, è uno dei doni più belli che si possano fare agli altri.
RispondiElimina“A piedi scalzi” è un’immagine che parla di autenticità, di libertà e di contatto vero con la vita. Mi colpisce molto il fatto che da un’idea nata quasi in punta di piedi, in una notte sospesa, sia nato un luogo di condivisione capace di accompagnare tante persone per anni.
Quando la tecnologia diventa un ponte di amicizia e rispetto, allora smette di essere solo uno strumento e diventa davvero un piccolo spazio di umanità.
Grazie per aver condiviso questa storia e per aver ricordato, proprio oggi, quanto valore e quanta bellezza possano nascere dall’incontro e dalla sensibilità reciproca.
Grazie Raffaella, in effetti nella notte dell'8 maggio 2020, vivevo anch'io un momento particolare e di non buona salute; eppure, proprio in quella notte, ispirato da mia moglie a piedi scalzi ho creato e lanciato l'idea del gruppo A piedi scalzi, e l'ho fatto veramente in punta di piedi come Maria Grazia scalza ma non avrei mai immaginato di andare così lontano.
EliminaGrazie Marco per aver condiviso anche questo pezzo della tua storia.
EliminaLe esperienze che nascono nei momenti più delicati della nostra vita hanno spesso una forza particolare, quasi come se da una fragilità potesse aprirsi uno spazio nuovo di consapevolezza.
Sapere che l’idea del gruppo “A piedi scalzi” sia nata proprio in una notte così significativa, ispirato anche dalla presenza e dal sostegno di tua moglie, rende questo gesto ancora più bello e autentico. A volte i semi più semplici, piantati quasi in silenzio e “in punta di piedi”, trovano poi strade che non avremmo mai immaginato.
Ti auguro che questo cammino continui a portare incontri, pensieri e condivisioni che fanno bene al cuore.
Un caro saluto e grazie ancora per averlo raccontato.