Il caffè di questa mattina.
è mercoledì 1 aprile 2026: in questo mattino nel silenzio ancora notturno, nel vivo della settimana di Pasqua, sono contento e felice. 🦯da ragazzo in questo periodo al mattino uscivo a passeggiare e andavo sul monte fino al golf e tornavo.
Ora non lo faccio perchè sono condizionato dal mal di testa.
Molti anzi, quasi tutti pensano che, una volta in pensione mi sono adagiato sul divano e di conseguenza non mi muovo più come prima ma, in realtà, in pochi hanno capito il perchè nel 2020 sono andato in pensione, io, con lo spirito spaccherei ancora il mondo, ma, io sono andato in pensione perchè, dal 2016, la mia vita sarebbe stata pian piano letteralmente sconvolta e, quattro anni dopo, mi sarei trovato a dover riorganizzare la stessa, a causa delle forti emicranie e dolori alle cavità oculari; e, nel 2026, dopo che mi sarei dedicato per più di quattro anni alla musica, per poter tornare a cantare, sempre per via dei dolori alle cavità oculari, ho dovuto riabbassare di un tono le canzoni; questo tanto per dare un idea.
Come ho accettato e vinto la mia ciecità, nel momento in cui la mia patologia ad essa legata si è agravata, una volta in pensione, ho accettato anche il cambiamento, e, ancora una volta, ho ripreso in mano la mia vita e mi sono rialzato più felice di prima.
Finchè stiamo tutti bene va tutto bene, è tutto bello ma, nel momento in cui la salute non accompagna, indipendentemente dall'età, si deve accettare che la vita può cambiare e può farti cambiare, e lo si deve accettare con umiltà, e quando si accetta che la tua vita può cambiare, ti accorgi che la stessa è ancora più bella di prima.
Prima, uscivo quando volevo, ora esco quando posso, è una sottile ma importante differenza.
Le tue parole raccontano qualcosa che spesso si fa fatica a comprendere davvero: quanto coraggio ci voglia per accettare il cambiamento, soprattutto quando nasce dal dolore.
RispondiEliminaNon è arrendersi… è trasformarsi.
Hai saputo attraversare momenti che avrebbero piegato chiunque, e invece hai scelto, ogni volta, di rialzarti e di dare alla tua vita una nuova forma, forse diversa, ma ancora piena di senso.
Quella differenza che racconti — tra il ‘quando volevo’ e il ‘quando posso’ — è sottile solo per chi guarda da fuori… ma dentro contiene una forza immensa.
Grazie per aver condiviso un pezzo così vero della tua storia. È una carezza e, allo stesso tempo, una grande lezione di vita.