Ricordi.

In questa silenziosa notte di novembre mi tornano lala mente le notti in cui sveglio, ascoltavo il silenzio pensando che poche ore dopo mi sarei alzato per andare a lavorare; a volte, i silenzi di quelle notti erano belli, carichi di speranze attese e felicità; altre volte invece, erano silenzi carichi di stanchezza, pensieri, preoccupazioni eppure erano notti vissute; nei silenzi di quelle notti pensavo, riflettevo, immaginato cosa avrei affrontato qualche ora dopo, i treni, i pulman di città, la strada e spesso le intempere, e poi il lavoro; pensavo a tutto questo non immaginando minimamente cosa mi sarebbe successo qualche tempo dopo; E poi, quando si svegliava il nuovo giorno, prendevo sù e partivo, con il mio bastone bianco all'avventura e che avventura.

Quasi ogni mattina ritrovavo i miei compagni di viaggio, di tanto in tanto qualche angelo veniva in mio aiuto; e poi, dopo il lavoro tornavo a casa e questo era il momento più bello e atteso della giornata; tornavo a casa e riabbracciavo mia moglie, mia figlia, eppure, ad un tratto, quella che poteva sembrare normale stanchezza si sarebbe fatta sempre più insistente, tutto questo mentre i dolori alle cavità oculari e i conseguenti mal di testa mi rubavano sempre più, tempo, forze ed energia; e così, un bel giorno mi sarei ritrovato in pensione, come per magia; da quel momento la mia vita sarebbe cambiata, eppure è sempre bella come prima anzi, ancora di più. Quando penso e ripenso al tempo in cui ho corso dietro a treni e pulman, mi chiedo: come ho fatto ad affrontare tutto ciò, quando stavo bene e soprattutto quando stavo male: l'ho affrontato, perchè la vita è bella anche per questo.

L'ho affrontato quel tempo, l'ho affrontato con la mia gioia di vivere ma, da quando sono andato in pensione, quel tempo non mi manca più.

La vita è bella anche per questo. 

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