Il bello delle parole.

Il bello delle parole: le parole non esistono per caso, ne per bellezza, le parole non vanno sentite, ma ascoltate; esempio: non vedente, non udente, toccare, osservare. Spesso si usano parole alternative pensando che hanno lo stesso significato delle parole relali, ma non è proprio così: infatti, ci si trova spesso ad avere a che fare con fraintendimenti a volte spiacevoli, quando invece, sarebbe tutto più semplice, usare le parole per quello che sono e significano: il non vedente è cieco, il non udente è sordo; toccare, si toccano le cose, gli oggetti, osservare, osservare con lo sguardo o come per un cieco a tatto, anche la parola tatto ha un suo ben preciso significato a seconda dei casi; per dire qualcosa ci vuole tatto, quindi, rispetto verso la persona, e, anche per il cieco che osserva l'altra persona per conoscerla, quando osserva una mano o un piede di una signora, va fatto a tatto ma con tatto, quindi con rispetto; solitamente un cieco non tocca una persona ma la osserva, la può toccare se si tratta di sua moglie, dopo di che, il cieco solitamente osserva, è una differENZA SOTTILE MA IMPORTANTE PROPRIO PER IL RISPETTO DELLA PERSONA. sENTIRE E ASCOLTARE, Vedere e guardare, c'è una differenza sottile ma determinante. Se provassimo ad ascoltare, guardare, osservare, si eviterebbero inutili situazioni spesso spiacevoli. Ciò che è essenziale è invisibile all'occhio. E cosa bella: questa frase l'ha scritta una persona vedente.Meditate gente, meditate. 

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Cap.1 La settimana dik Sanremo 2026. Lunedì 23 febbraio 2026: è la vigilia del festival della canzone italiana di Sanremo; sono contento è una bella giornata, questa mattina ho ascoltato la musica, quanti ricordi legati al festival di Sanremo, di quando il festival diventava l'occasione per organizzare serate in compagnia di vicini di casa, amici, parenti ecc.; una pizza, una spaghettata, un panino, bastava poco per trascorrere delle belle serate in allegra compagnia; c'era il festival di Sanremo; poi lo spettacolo alla tv e soprattutto le canzoni, e poi, a notte fonda, dopo la prima serata già canticchiavo le canzoni in gara, e poi la seconda serata del festival, un'altra giornata di festa, di attesa e poi la seconda serata e poi il gran finale, il sabato sera con l'attesa di sapere chi avrebbe vinto il festival. La domenica mattina già suonavo le mie canzoni preferite del festival al pianoforte. Negli anni, il fascino del festival è rimasto immutato ma è cambiato il modo di concepire, gestire organizzare il festival, aimè, col tempo, le belle serate legate al festival, sono rmaste un bel ricordo d'altri tempi, belli gli spettacoli a Sanremo ma, le canzoni? Poche quelle belle purtroppo e non è solo un fatto di gusti. Il Dio Denaro, ha rovinato anche il festival della canzone italiana di Sanremo, ma d'altro canto, il festival di Sanremo da sempre rispecchia il paese Italia in ogni sua epoca.